La Vendita dei carbonari “Aspiranti alla perfezione”

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Rassegna Pugliese di Scienze, Lettere ed Arti. Novembre 1897
Rassegna Pugliese di Scienze, Lettere ed Arti. Novembre 1897

La Vendita di Santeramo si nominò gli Aspiranti alla perfezione, e ne furono nel 1819 fondatori il P. Giammaria da Bari, guardiano dei Minori osservanti, Giovanni Lazzazzera fu Giuseppe, il medico Giovanni Caporizzi fu Nicola di Bitetto, Aurelio Iacovelli fu Giuseppe, Gaetano Nuzzolese fu Paolo e Raffaele Netti, liberale e perseguitato politico sin dal 1794, il quale ne fu l’organizzatore principale, la regolò in tutte le sue operazioni, ne fu il suo primo Gran Maestro, e poi meritò di essere eletto uno fra i cinque deputati della Provincia di Bari al Parlamento Nazionale.

Nel 1820 la cennata Vendita contò fra i suoi affiliati settantanove Carbonari, dei quali due notai, tre medici, un ingegnere, tre sacerdoti, due monaci, nonchè molti signori, proprietari e numerosissimi popolani. Ne fu in quel tempo Gran Maestro Antonio Laterza di Giuseppe, proprietario, il quale poi si ascrisse volontariamente alla Legione, e partì all’armata col grado di tenente.

Gli altri dignitari della Vendita nella cennata epoca furono: Luigi Lazzazzera fu Giuseppe, che occupò l’ufficio di primo assistente, e che poi con la qualità di Capitano legionario partì alle frontiere; Pasquale Paolicelli fu Donato, di secondo assistente; Aurelio Iacovelli fu Giuseppe, decoratore; il ricevitore di registro e bollo Giuseppe Curci fu Ludovico, di segretario e di guarda bolli e sigillo; il sacerdote D. Giuseppe Baldassarre fu Angelo, di elemosiniere; il cancelliere comunale Raffaele Cifarelli fu Francesco, di tesoriere; il sacerdote D. Michele di Fonzo fu Andrea, di terribile; e finalmente Domenico Sacino di Vincenzo, di covritore.

Fra gli altri Carbonari appartenenti alla Vendita, che maggiormente si distinsero negli avvenimenti politici dal 1820-21, meritano di essere ricordati: Agostino De Laurentiis fu Angelo, capitano dei militi ed anima effervescente; Nunzio Porfido fu Francesco; il bitontino Giuseppe Vitale, il quale con la qualità di capo-musico e col grado di sergente della Legione partì per le frontiere; il P. Giandomenico da Putignano, monaco dei Minori Osservanti, il quale, oltre all’essere stato uno dei dignitari e regolatori della Vendita di Santeramo, il 5 luglio 1820, con la qualità di deputato, intervenne alla Dieta di Bisceglie; il su menzionato Aurelio Iacovelli, che anche con la qualità di deputato intervenne alla Dieta di Bari; e finalmente il giudice regio Giuseppe Giandomenico di Rocco ed il medico Erasmo Giampetruzzi di Marcantonio.

Dei maggiori perseguitati, dopo la caduta della Costituzione, secondo appare dallo Stato dei vigilati di Polizia per vedute politiche, compilato nel gennaio 1846 da quel Sotto-intendente di Altamura, furono: Luigi Sava, esattore; Luigi Lazzazzera, proprietario; Agostino De Laurentiis, proprietario; Nicola Netti, proprietario; Stefano Laterza, proprietario; D. Pasquale Paolicelli, accolito, Raffaele Cifarelli, ex cancelliere comunale; D. Donato Paolicelli, sacerdote, e D. Felice Gallo, sacerdote. Degli ultimi quattro segnati furoni di poi maggiormente tenuti d’occhio dalla vigile Polizia borbonica perchè indiziati complici d’una Società segreta scoverta in Castellaneta, di cui ne ignoriamo il vero scopo politico.

Giuseppe De Ninno

tratto e adattato da “La Rassegna Pugliese di Scienze, Lettere ed Arti“, Vol. XIV, Num.7, Novembre 1897, p. 6-7.

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