Orazio Santalucia, l’ingegnere liberty

Continuo la ricerca di storie e personaggi di Santeramo, e questa volta mi soffermo su un grande uomo che molto ha fatto per l’architettura di inizio novecento soprattutto a Bari.

Ma per scoprire la sua famiglia partiamo un po’ più da lontano, esattamente da Montemurro, in provincia di Potenza. Nel 1835 qui nacquero Francesco Antonio Santalucia, il cui mestiere era quello di negoziante, e il fratello maggiore Biagio Santalucia, libraio. Si trasferirono a Santeramo. Il primo conobbe Maria Vita Natuzzi, che sposò nel 1862 quando lei era ventenne. Ebbero quattro figli, Giuseppe Oronzo Santalucia vissuto solo 2 anni, Giuseppe Erasmo Santalucia, Giustiniana Santalucia ed in fine Orazio Santalucia.

Orazio Santalucia nacque il 23 dicembre 1869 in Strada Borgo del Capitolo.

Grazie alla posizione agiata della sua famiglia Orazio potè studiare, fino a diventare ingegnere. Si tratta di un lavoro in cui non si deve solo progettare l’edificazione di un palazzo, ma ci sono anche rapporti con le istituzioni da mantenere, sia per l’edilizia pubblica che per quella privata, e anche dal punto di vista della politica iniziava a guardarsi intorno.

L’Archivio Storico di Santeramo, ancora non accessibile al pubblico, contiene anche il fascicolo con gli “atti di causa dell’ingegnere Santalucia Orazio contro il Comune di Santeramo“.

Il 13 ottobre 1906 Orazio sposò la ventiduenne Giuseppina Mastronardi, probabilmente non originaria di Santeramo e 15 anni più giovane di lui. Il lavoro procedeva bene, si occupò del progetto di una nuova scuola ad Acquaviva.

Ricoprì anche degli incarichi pubblici. L’Archivio Caracciolo Carafa conserva un manifesto a stampa della Tipografia Cressati di Noci, pubblicato il 3 ottobre 1907 da parte del prosindaco Orazio Santalucia, che riporta la lettera inviata al sindaco di Santeramo in Colle in data 30 settembre 1907 dall‟on. Ubaldo Camandini, incaricato dall‟Amministrazione Comunale di dare il suo parere sulla risollevata questione demaniale.

Dal 18 maggio 1908 Orazio Santalucia a Santeramo fu facente funzione di sindaco dimissionario.
Il suo incarico fu breve per poi tornare al lavoro principale, progettando opere pubbliche in varie città del barese.

La galleria Liquor Vitae di San Severo ne conserva un progetto.

Progetto di edilizia pubblica, probabilmente architettura di palazzo da edificare (o edificato ?) in Bari o provincia, forse sede di un ente pubblico locale o di una scuola o di una caserma; Dipinto originale ad acquarelli su carta, di grandi dimensioni, misura circa cm.40×120 (l’intero foglio, compresi i larghi margini diseguali, margini acquarellati in grigio per simulare un passpartout); foglio con gore ed erosioni da restaurare; firma dell’autore manoscritta, esemplare databile tra fine ‘800 e primo ‘900.

Palazzo Clemente

Nel 1911 il dott. cav. Giovanni Clemente commissionò la realizzazione dell’omonimo Palazzo Clemente in Piazza Umberto 21-23. Fasce decorative orizzontali corrono lungo le aperture dei balconi, intervallate da testine femminili al primo piano e da mascheroni al secondo livello. Nel corso del tempo è stato Palazzo dell’Avvocatura dello Stato, mentre da alcuni anni è diventato la sede degli uffici e del negozio dell’azienda francese di arredamento Roche Bobois.

Nel 1913 partecipò al comitato per la costruzione del nuovo ospedale di Andria.

All’età di 45 anni fu nominato cavaliere.

Palazzo Conte

Nella città antica di Bari, curò il progetto del Palazzo Conte, un edificio in forte contrasto architettonico e volumetrico con l’ambiente di “Bari vecchia“.

Albergo Cineteatro Oriente

A Bari, vicino al palazzo Atti, tra il 1918 e il 1928 progettò e diresse la costruzione di un edificio destinato a ricettività alberghiera e pubblici spettacoli, Albergo Cineteatro Oriente. Adottò un telaio in calcestruzzo sotto una decorazione eclettica. I solai con travi da 15 metri lo rendono ancora oggi un esempio notevole di quella tecnica, innovativa per l’epoca.

Kursaal Santalucia

Il culmine della sua opera lo raggiunse nel 1924 con l’edificazione vicino al mare del Kursaal Santalucia, di proprietà dello stesso Orazio Santalucia. Inizialmente era adibito a residenza privata, ed infatti  rientrava in un progetto intitolato “Per case di abitazione in Bari sulla spiaggia del Filoscene tra le vie Cognetti e XXIV Maggio“. Nel 1927 fu adibito a sala per proiezioni. Le soluzioni formali della facciata come degli interni sono improntate al tardo Liberty, sebbene l’edificio si presenti rispettoso delle volumetrie compatte tipiche del quartiere Murat. In anni recenti Paolo Portoghesi ha riportato il Kursaal ai fasti di un tempo, preservandone le decorazioni interne originarie.

Era generoso. Traccia delle sue offerte di beneficenza sono riportate in vari trafiletti del Corriere delle Puglie.

Morì a 70 anni nell’ottobre 1839, lasciando la moglie e i molti figli.

Famiglia Santalucia – Mastronardi

Il figlio Francesco Santalucia seguì le orme del padre diventando ingegnere. Nel 1955 rinnovò il Kursaal Santalucia facendolo diventare una sala cinematografica aprendo un nuovo ingresso in Via Cognetti.
Ugo Santalucia invece fu un produttore cinematografico, noto in particolare per il capolavoro Ludwig diretto da Luchino Visconti.

Nel 1984 il Kursaal Santalucia viene dichiarato edificio di notevole interesse storico dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Puglia ed è quindi sottoposto a vincolo di tutela e valorizzazione.

All’ingegnere del liberty Santeramo ha dedicato una strada, Via Orazio Santalucia.

Se conoscete altre opere progettate da Orazio Santalucia contattatemi.

Fonti consultate

Corriere delle Puglie del 30/03/1899, p. 2
Corriere delle Puglie del 27/01/1900, p. 2
Corriere delle Puglie
 del 13/07/1907, p. 1
Corriere delle Puglie del 25/07/1913, p. 4
Corriere delle Puglie del 08/10/1914, p. 11
Corriere delle Puglie del 27/10/1927, p. 4
Corriere delle Puglie del 26/10/1939, p. 6
La Gazzetta del Mezzogiorno del 22/03/1974, p. 4
Bari, quando andavamo al cinema: l’epopea del ‘muto’ (parte quarta), Nicola Mascellaro, LSDmagazine, 23/05/2012, consultato il 12/10/2017
La storia del teatro e il lungomare di Bari, La Gazzetta del Mezzogiorno, 07/12/2008, consultato il 12/10/2017
Kursaal, il giallo della vendita, Katia Moro, 07 Dicembre 2008, 05/12/2014, consultato il 12/10/2017
Kursaal Santalucia, il gioiello liberty che rischia di essere svenduto, Repubblica.it, 26/10/2011, consultato il 12/10/2017
Ing. Santalucia Orazio, ArteFascista.it, consultato il 12/10/2017
Il liberty a Bari, Antonella Colaninno, Italia Liberty, 17/10/2017, consultato il 12/10/2017
Palazzo Clemente, Carmela Sivo, Italia Liberty, consultato il 12/10/2017
Progetto Santalucia, Liquor Vitae, 23/02/2013, consultato il 12/10/2017
Teatro Kursaal Santalucia, Camin Vattin, 24/05/2016, consultato il 12/10/2017
I disegni d’archivio negli studi di storia dell’architettura, Giancarlo Alisio, Electa, Napoli, 1994
La maschera caduta, Egidio Pani, Levante, 2007
Vecchie città/città nuove: Concezio Petrucci, 1926-1946, Arturo Cucciolla, Edizioni Dedalo, 2006
Il piano introvabile: architettura e urbanistica nella Puglia fascista, Ennio Corvaglia, Mauro Scionti, Edizioni Dedalo, 1985

Precedente Il pericoloso mestiere del fuochista e la tragedia della famiglia Dell'Erba Successivo Il Catasto Onciario di Santeramo del 1752
  • Marilena Porfido

    Dai! Sai che io sul mio blog sto parlando di alcuni palazzi in stile Liberty di Bari e sia il Kursaal che il Cineteatro Oriente sono nella lista? Non li avevo ancora studiati ma non sapevo di questa cosa dell’ing. Santalucia. Bello! Grazie per lo spunto e complimenti per le tue ricerche sempre puntuali.