Un Sacerdote che spacciava soldi falsi?

L’Unità d’Italia portò nel nostro paese sotto un’unica bandiera, una sola lingua e una sola moneta. La Lira Italiana. Nel 1893 viene fondata la Banca d’Italia che inizierà in quegli anni ad emettere le nuove monete e le nuove banconote. Sarà stato probabilmente in quegli anni di cambiamento che i più lesti ben pensarono di approfittare del cambiamento per cercare di smerciare banconote false per cercar facile, ma rischioso, guadagno. Due articoli del Corriere delle Puglie parlano del tentativo di alcuni santermani che in città vicine misero in circolazione biglietti falsi.
Tra gli accusati troviamo un trentunenne, Erasmo Giampetruzzi e sua moglie. Di questi ho ricostruito gli alberi genealogici. Erasmo Giampetruzzi sposerà Maria Domenica Lazazzara cinque anni dopo le vicende che lo coinvolsero.
Ciò che sorprende è che le indagini hanno portato all’arresto anche di un sacerdote, Giuseppe Ciliberti, e un ventinovenne, Michele D’Ambrosio, che furono coinvolti con molti altri santermani nelle agitazioni di protesta per le lotte demaniali di alcuni mesi prima. Si tratta dunque di una coincidenza oppure una ritorsione contro i principali artefici delle proteste?

Banconota da Lire 50 del 1896
Banconota da Lire 50 del 1896. Quelle falsificate potrebbero essere precedenti a questa

virgolette-aperte


Un brillante servizio di P.S.

Da Gravina 8.
(Omega) Questo delegato di P.S. cav. Margiotta, che tanti servizi ha resi alla sicurezza pubblica da qualche tempo aveva annusato che dei biglietti monetati falsi si spacciavano in questo comune, senza poterne scoprire la provenienza, non vedendosi su questa piazza verun individuo sospetto in tale criminosa industria. Finalmente ieri, dopo lungo e tenace lavoro, coadiuvato dai carabinieri locali e guardie, riuscì a mettere le mani addosso a tre pezzi grossi di Santeramo in Colle, che spesso si recavano qui, pel loro mestiere.
E dire che la loro posizione sociale mai più li avrebbe fatti credere falsi monetari! Si tratta di tre Consiglieri Comunali di Santeramo, sortiti nelle elezioni amministrative del 26 settembre u.a., che tanta parte presero nei tumulti di quel Comune, atteggiandosi a protettori degli oppressi, a difensori della moralità. Bella moralità!
E dire che il cav. Caruso, solerte intelligente ed accorto Ispettore provinciale di P.S., aveva loro fin da quel tempo messe le mani addosso, con minaccia di querela per arresto arbitrario; a chi ora daranno querela?
Gli arrestati sono: Sacerdote Giuseppe Ciliberti fu Vitantonio, Erasmo Giampetruzzi fu Luigi, Michele D’Ambrosio fu Saverio, da Santeramo, e Giuseppe Clemente di Vito da Altamura. I loro nomi dicono tutto e molto. Dessi erano possessori di 40 biglietti da L. 50, e 100 da L. 2, falsi. Ecco la moralità di alcuni consiglieri comunali di Santeramo in Colle.

tratto e adattato dal Corriere delle Puglie del 10/10/1897, p. 3

Famiglia D'Ambrosio - Fraccalvieri
Famiglia D’Ambrosio – Fraccalvieri

Corriere Giudiziario
Alla Corte di Assise

Udienza del 23 novembre 1898
Presidente Lotta, giudici Volpe e Baschieri, Uditore De Napoli, Cancelliere Piana.
Ieri è terminata, dopo due giorni di discussione, la causa contro Giuseppe Clemente, Pasquale Pupillo e Gennaro Pupillo contadini da Altamura, Francesco Pisanelli portiere da Avellino, Giuseppe Ciliberti sacerdote, Michele D’Ambrosio e sua moglie Vita Maria Fraccalvieri, Erasmo Giampetruzzi e sua moglie Anna Difonzo da Santeramo, imputati il Ciliberti, il Clemente, il Giampetruzzi, i due Pupillo ed il Pisanelli dei reati presunti dal codice penale, per avere speso e messo in circolazione biglietti e moneta falsa per un valore di circa L. 3000 e senza concerto coi contraffattori e il D’Ambrosio anche di porto abusivo di rivoltella e le due donne concorso in detto reato di circolazione di falsa moneta.
L’accusa era sostenuta dal valoroso sostituto Procuratore del Re cav. Basevi; al banco della difesa sedevano gli avv.ti Cerri, Ferrara, Papalia, Turco, Carbone e Guarnieri.
In seguito ad una minuta disamina del fatto e delle imputazioni rispettive, il P.M. chiese che il Tribunale avesse affermata la responsabilità per Clemente, Ciliberti, D’Ambrosio, Giampetruzzi, Pisanelli e Pupilla Gennaro, ritirando in tal modo l’accusa contro la Fraccalvieri, la Difonzo e Pasquale Pupillo.
Il collegio della difesa strenuamente propugnata la causa degli imputati, e il Tribunale in seguito ha ritenuto la colpabilità come era stata chiesta dal P.M. variando la rubrica pel solo Pisanelli, avendo riscontrato solo gli estremi del concorso. Sono risultate perciò assolute le due donne ed il Pasquale Pupillo.
Il Ciliberti è stato condannato a 3 anni di reclusione, a 2 anni di vigilanza speciale di P.S. e a 500 lire di multa; Clemente, D’Ambrosio, Giampetruzzi e Pupillo sono stati condannati a 3 anni di reclusione, 1 anno di vigilanza speciale, e 300 lire di multa per ciascuno; Pisanelli finalmente ha avuto 1 anno di reclusione e 150 lire di multa; a tutti è stata accordata la libertà provvisoria.

tratto e adattato dal Corriere delle Puglie del 24/11/1898, p. 3

Famiglia Giampetruzzi-Difonzo
Famiglia Giampetruzzi-Difonzo

virgolette-chiuse

Precedente I disordini del 1897 Successivo L'arrivo del primo treno