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Oronzio De Nora, l’inventore dell’Amuchina

L’inizio del 2020 è stato contraddistinto da diversi eventi infausti, tra cui la diffusione su scala mondiale del virus Covid-19, un coronavirus inizialmente scoperto in Cina ma in breve giunto anche in Italia.
Il panico, se non si può definire diversamente, si è diffuso e parallelamente vi è stata una corsa alla ricerca di quanto possa arginare i rischi di contagio. mascherine e igienizzanti per le mani. Primo prodotto tra tutti l’Amuchina Gel, variante dell’Amuchina liquida, che da diversi anni è in commercio e utilizzato come disinfettante quando non ci si può lavar le mani con acqua corrente.
La Gazzetta del Mezzogiorno ci ha così ricordato che questo prodotto è stato inventato da una mente pugliese, Oronzio Giuseppe Galileo De Nora. Così ho fatto qualche ricerca dal punto di vista genealogico.

Partiamo da lontano, da suo omonimo nonno, Oronzio De Nora. Costui era sicuramente benestante ma al momento non sono riuscito a trovar documenti che ne indichino la professione. Tantomeno sono riuscito a trovare nei registri di Altamura il suo atto di nascita o matrimonio. Era sposato con Veturia Cicognani.

Intorno al 1863 nacque da loro Michele De Nora. Si laureò in Ingegneria Civile a Torino nel 1885. Venne assunto come Ispettore dall’Ente Strade Ferrate Italiane, un settore che dipendeva direttamente dal Ministero dei Lavori Pubblici. Dopo alcuni incarichi svolti in ambito ferroviario, Michele De Nora tornò ad Altamura per svolgere la libera professione e occuparsi, tra l’altro, dell’acquedotto pugliese. Il 27 ottobre 1890 sposò ad Altamura Elvira Colonna, una possidente figlia del dottor fisico Nicola Colonna e di Eleonora LabriolaA Michele De Nora è intitolata una scuola di Altamura scuola, ex professionale e oggi istituto di istruzione secondaria superiore.

Ebbero diversi figli, tra cui colui Oronzio De Nora, o meglio, Oronzio Giuseppe Galileo De Nora, nato ad Altamura il 19 marzo 1899, giorno di San Giuseppe, da cui il secondo nome, mentre il terzo nome richiama l’aspirazione scientifica da parte del padre.

Atto di nascita di Oronzio Giuseppe Galileo De Nora.

Nel 1912 nacque suo fratello Vittorio De Nora, che in seguito raggiunse fama internazionale come ingegnere chimico, al punto che nel 1971 gli venne intitolato un premio, il “Vittorio de Nora Award“, assegnato ai contributi più significativi nel campo dell’ingegneria e della tecnologia elettrochimica.

Oronzio era poco conosciuto ad Altamura dove visse l’infanzia e i primi studi, prima di trasferirsi a Milano. Oronzio De Nora partecipò in giovane età alla prima guerra mondiale e fu decorato con la Croce di Guerra nel 2 giugno 1974. Si iscrisse la Politecnico di Milano, allora Scuola Superiore di Ingegneria, dove nel 1922 si laureò con il massimo dei voti in Ingegneria elettrotecnica. L’anno successivo seguì, presso l’Istituto Principessa Iolanda dello stesso Politecnico, il corso speciale di Elettrochimica tenuto dal prof. Carrara. La tesi di laurea ebbe come oggetto lo studio dell’elettrolisi dei cloruri alcalini. Avendo vinto una borsa di studio di 2500 lire (circa 2400 euro odierni), Oronzio avrebbe voluto continuare a dedicarsi alla ricerca elettrochimica, nella quale aveva già messo in evidenza la capacità di giungere a soluzioni originali. Studiò una geniale costruzione elettrochimica in sostituzione del liquido di Dakin.

Veniamo al prodotto che tutti conosciamo e come è stato casualmente scoperto. Oronzio si trovava nel suo laboratorio di Milano, nei pressi della Stazione Centrale, alle prese con una cella elettrolitica per la produzione di ipoclorito di sodio, quando feritosi a un dito lo immerse nella soluzione di acqua e sale della cella notando dopo qualche ora che la ferita tendeva a rimarginarsi. Capì così che l’ipoclorito di sodio prodotto in cella elettrolitica liberava ossigeno attivo capace di disinfettare e attivare un processo di cicatrizzazione. Nel 1923 in Germania ottenne il brevetto numero 1811, “produzione di amuchina, il cui nome deriva dalla combinazione del termine greco “ferita” (muche) con aggiunta di un’alfa privativa, quindi a-muchina, cioè “senza ferita”. Poi cedette il brevetto ad un’altra azienda (oggi prodotta dalla Angelini Pharma) per dedicarsi ad altro.

Nel 1924 costituì la sua prima ditta personale, iniziativa stimolata e seguita da numerose richieste da parte di industriali di Milano e Torino affinché costruisse impianti per la produzione di cloro e soda caustica.

Il 13 marzo 1930 sposò a Milano Linda Tagliatella.

Dal 1961 al 1969 fu a capo dell’ASA, acronimo di Autocostruzioni Società per Azioni, con sede a Lambrate, che produsse l’ASA 1000 GT sviluppata dagli ingegneri Ferrari alla fine degli anni cinquanta.

Il salto di qualità risale al 1969, quando brevettò la tecnologia Dsa, diventata uno standard nell’industria chimica. Prima azienda italiana ad entrare nel mercato giapponese, annovera fra i clienti grandi nomi come Bayer e Solvay, fino a diventare fornitore ufficiale di Apple per l’elettronica.

Morì a Milano il giorno 11 giugno 1995. Le redini del gruppo chimico industriale furono poi prese dal figlio Niccolò De Nora e oggi sono tenute dai nipoti Federico De Nora e Michele De Nora.

Bibliografia

Oronzio e Niccolò De Nora. Due vite, cento anni di storia, Luca Masia, Nexo, Milano, 2005

Fonti consultate

L’amuchina, geniale invenzione di un ingegnere di Altamura, Onofrio Bruno, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27/02/2020, consulatato il 01/03/2020
Cav. Oronzio De Nora, Altamura Sveva, consultato il 01/03/2020
Dall’Amuchina all’High Tech: il genio industriale del pugliese Oronzio De Nora, Fame di Sud, consultato il 01/03/2020
L’inventore dell’Amuchina è meridionale: Oronzio de Nora, Claudia Ausilio, Vesuvio Online, 28/02/2020, consultato il 01/03/2020
ASA 1000 GT #0998, Federico Rocchini, Ciclo Otto, consultato il 01/03/2020

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