La Genealogia di Santeramo al Murgiafest 2015

Quando iniziai ad addentrarmi nel mondo delle ricerche sui miei antenati non immaginavo di diventare un esperto in materia, e tanto meno posso dire di esserlo, ma qualcosa ho imparato. Avere la possibilità di consultare documenti che testimoniano tracce di vita offre la possibilità di sentirsi esploratori del tempo. La curiosità di scoprire informazioni riguardo qualcosa che ci è vicino, la nostra famiglia, si è via via ampliata in un viaggio affascinante sul passato di Santeramo. Ogni volta che trovavo del tempo mi dedicavo alle ricerche. Prendevo nota di ogni Natuzzi, mio ramo paterno, per poter individuare il percorso che hanno avuto i miei antenati. Il collegamento a ritroso è stato relativamente facile. Ma arrivato al mio bis bis bis bis nonno potevo fermarmi? La possibilità era quella di collegare i rapporti di parentela con tutti gli altri Natuzzi, un cognome tipico santermano che solo nell’ultimo secolo ha iniziato a diffondersi altrove. La costruzione di un albero genealogico di famiglia si è trasformato in una fitta rete di parentele incrociate. E’ stato come incontrare altre famiglie entrando in sintonia con le loro vicende. Avere a che fare con la prova di quanto fosse difficile vivere nell’ottocento. Quando il divorzio non esisteva c’erano comunque le seconde nozze per chi perdeva il primo coniuge. Sappiamo che le famiglie in passato erano più numerose: c’era bisogno di figli che crescendo aiutassero a sostenere il lavoro della famiglia. Ma c’era anche il dramma quasi quotidiano della mortalità infantile, con genitori che perdevano diversi figli per poi dare lo stesso nome al successivo nascituro. Cognomi che da un atto all’altro venivano alterati, come i Di Santo che diventavano Disanto, i Giannino che diventavano Giannini, e cognomi nati dal nulla. Anche Santeramo aveva la sua ruota dei proietti, dei bambini abbandonati e non riconosciuti dai genitori, a cui veniva dato un nuovo cognome. Famiglie benestanti che di professione facevano i “gentiluomini” e le “gentildonne”, tra cui la nota famiglia Netti. E così il collegamento con la storia reale mi ha portato in diverse biblioteche di Bari, visto che quella di Santeramo da anni tiene intrappolati i tasselli della nostra storia. Dai libri, quelli di carta che si sfogliano voltando una pagina e senza Ctrl+F, si scoprono personaggi incredibili, come Raffaele Netti, prozio dell’artista Francesco Saverio Netti, che è stato un politico che ha partecipato a ben quattro stagioni rivoluzionarie quando l’Italia non era ancora unita.

Incontro "La Genealogia di Santeramo" al Murgiafest 2015
Incontro “La Genealogia di Santeramo” al Murgiafest 2015

Questo e molto altro non posso tenerlo per me, ma è una conoscenza che merita di esser diffusa in un momento in cui è il caso di far riemergere quel senso di appartenenza alla comunità santermana che farebbe bene alla rilevanza del nostro comune all’interno della Murgia, che da pochi anni vanta un Parco Nazionale e che a pochi chilometri ospita Matera, prossima Capitale Europea della Cultura nel 2019. Iniziai a scrivere un blog, chiamandolo Santeramo Genealogia in Colle, un nome chiaro e diretto, ed inserendo anche fatti di cronaca antica che riportavano i quotidiani dell’epoca. Proposi diversi mesi fa a Fabio Erasmo Sampaolo di organizzare un incontro presso la sede di Legambiente Santeramo ma per una cosa e l’altra non avevo ancora definito un discorso da proporre. Ho partecipato con piacere alle passeggiate nel centro storico che merita di essere valorizzato, ma per farlo bisogna anche conoscerlo e avere idea di quello che è accaduto lì nei secoli scorsi. Ho imparato cose che non sapevo dai racconti di Andrea Difonzo, che tanto conosce delle famiglie importanti di Santeramo, dai De Laurentiis ai Sava, dai Colonna ai Giandomenico. Ed è proprio con Andrea Difonzo che cureremo l’incontro “La Genealogia di Santeramo” nell’area della tradizione del Murgiafest 2015, organizzata dall’Arci Stand By; presso Piazza Berlinguer. In più cercherò di effettuare una ricerca genealogica a chi avrà comunicato per tempo i dati di un suo antenato. Sarà un’occasione per conoscere meglio noi stessi e le nostre radici.

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