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Michelangelo Scalera, il combattente in Spagna

Qualche tempo fa ho recuperato e pubblicato la lista dei santermani che erano stati inseriti nel Casellario Politico Centrale, lo strumento per schedare coloro che venivano ritenuti sovversivi, e più in avanti oppositori al regime fascista.

Sono venuto a conoscenza della storia più particolare di una di loro, Michelangelo Scalera.

Letizia Maria PerniolaScopriamo qualcosa prima sulla sua famiglia di origine, partendo dal padre. Rocco Luigi Scalera nacque il 13 gennaio 1874 da una famiglia di proprietari, quindi benestante. A 29 anni, il 18 aprile 1903, sposò Letizia Maria Perniola, anche lei figlia di possidenti. Allora risultava che Rocco Luigi Scalera fosse agricoltore e Letizia Maria Perniola fosse casalinga. Ebbero diversi figli, tra cui un futuro combattente.

Michelangelo Scalera nacque martedì 19 ottobre 1915 a Santeramo.

Michelangelo Scalera, colorazione tramite colorize.cc

Studiò presso una scuola industriale di Bari. Poteva tranquillamente seguire una vita dedita al lavoro. Ma evidentemente questa vita gli andava stretta. 

Venne schedato dalla polizia italiana fascista, nei fascicoli è spesso riportato come Michele Scalera. Nel giugno 1936 lasciò l’italia emigrando clandestinamente a Nizza. Per aver lasciato l’Italia venne iscritto alla “Rubrica di frontiera” come risulta dal Casellario Politico Centrale.

Tra il 1936 e il 1939 furono molti gli italiani che accorsero in Spagna per difendere i valori democratici messi in pericolo dal franchismo e dal fascismo internazionale.

Dalla Francia raggiunse la Spagna tra novembre e dicembre 1936 per combattere contro il fascismo. Inizialmente venne assegnato alla XIII Brigata Internazionale. Questa informazione era quel che risultava anche alla Prefettura di Bari che lo inquadrava tra le milizie comuniste.

Il giorno della festa dell’Immacolata, l’8 dicembre 1936 spedì una sua foto e una lettera al suo amico Pietro affinché la recapitasse ai suoi familiari, scrisse:

“Io qui sto bene e a tutti i paesi e città che passo trovo un entusiasmo straordinario… Il morale è altissimo. Anche ai bambini si sente di dire che non passeranno. I nostri avanzano sempre. Non allungo di più. Io sto bene come mi auguro di voi. I più sinceri saluti dal vostro camarada Scalera”

Andò al fronte con la XIII Brigata Internazionale prendendo parte al combattimento di Teruel nel dicembre 1936, dove rimase ferito. 

Guarì dalle ferite e frequentò il corso della scuola ufficiali della base delle Brigate ad Albacete. In quel periodo veniva descritto come attivo, serio, , con senso di responsabilità, con risultati soddisfacenti sia su problemi militari che politici.

Nel luglio 1937 venne trasferito alla brigata Garibaldi e mandato al fronte. La brigata Garibaldi era divisa in quattro battaglioni, a capo di un battaglione vi era esponente del servizio segreto fascista, ma questa è un’altra storia.

Nell’agosto 1937 prese parte all’azione sul fronte di Saragozza dove venne ferito gravemente.

A causa delle ferite morì domenica 28 agosto 1937 in ospedale a Farlete.

Famiglia Scalera – Perniola

Rocco Luigi Scalera e Letizia Perniola sono vissuti sempre a Santeramo in via Cassano angolo Via Fiume, agricoltori con propria azienda.

Ringrazio Vito Domenico Scalera per avermi fatto scoprire la storia del fratello di suo nonno e Rocco Luigi Scalera, nipote del suo omonimo, per aver corretto alcune imprecisioni nella prima versione dell’articolo.

Fonti consultate

Michelangelo Scalera, Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna. consultato il 09/11/2019
Michelangelo Scalera, SIDBRINT, consultato il 09/11/2019
Archivio di stato russo di storia sociale e politica (RGASPI), Brigate internazionali dell’Esercito repubblicano spagnolo – fondo 545, fasc. Rgaspi F 545 op 6 d 505. Estremi cronologici: 01.06.1940 – 28.02.1941
La Spagna nel nostro cuore, Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna, Roma, 1996, p. 421

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