Il Primo Concerto dei Litfiba a Santeramo

L’ultimo decennio del ventesimo secolo era appena iniziato.
Santeramo era in pieno boom salotteconomico, con un nuovo Palasport destinato ad accogliere non solo eventi sportivi, tra cui la Final Four di Coppa Campioni di volley femminile, ma anche concerti musicali con artisti di calibro nazionale.
Gli eccessi degli anni ’80 erano ormai alle spalle. Sulla scena musicale i Litfiba non erano di certo una novità, ma si erano affermati in italia per aver portato uno stile riconoscibile sulla scena rock. Da diversi anni giravano l’Italia, suonando i loro brani conosciuti accompagnandoli dalle nuove canzoni. Il 02/03/1990 era previsto anche un concerto a Bitonto che però fu annullato, secondo quanto dichiarato per questioni legate all’insufficiente capienza della location stabilita.
Dopo qualche settimana, il 25/03/1990, a Santeramo si svolse un loro storico concerto del Pirata Tour ’90 che fu anche ripreso per la realizzazione dell’home video ufficiale. Furono diversi i santermani che ebbero la fortuna di essere tra quei tremila che parteciparono a quell’evento, e alcuni di loro ricordano in maniera vivida quelle ore di spettacolo.

Biglietto originale, esposto presso Tangram, Piazza Berlinguer

Ho contattato qualcuno che a quel concerto fu presente, per avere una testimonianza in prima persona di come venne vissuto quell’evento. C’erano giovani adolescenti e ventenni principalmente. Un’allora diciassettenne mi scrive che i suoi genitori le permisero volentieri di partecipare al concerto, in quanto più che l’età contava il rispetto delle regole. I genitori raccomandavano di stare attenti alle droghe che si temeva potessero aggirarsi. Inoltre all’epoca non esisteva ancora il divieto di fumare nei luoghi pubblici. La circolazione di droghe leggere era velatamente tollerata o più che altro non veniva combattuta tanto quanto si voleva far credere. L’affluenza di pubblico fu grandissima, inaspettata per la Santeramo di allora, con molti ragazzi provenienti dai paesi vicini per poter assistere al concerto dal vivo di un gruppo sulla cresta dell’onda. Piero Pelù diede il meglio di se, con un concerto carico di energia: si lanciò più volte tra il pubblico, sul quale riversò anche della tequila, soggetto di una canzone.

Al termine del concerto, come ogni concerto che non sia propriamente di musica classica, rimasero visibili i resti, rifiuti abbandonati per terra e segni di un degrado che venne probabilmente addossato ai partecipanti, ingiustamente. Forse qualcuno immaginava che i partecipanti passassero ore senza nemmeno toccare un goccio d’acqua. E sicuramente i servizi di igiene urbana di allora non erano pronti o adeguatamente attrezzati per ripristinare il sito di un evento simile. L’esperienza mancava evidentemente.
Su La Gazzetta del Mezzogiorno di quel periodo si possono trovare diverse testimonianze circa il passaggio dei Litfiba a Santeramo, a partire dall’agenda degli appuntamenti fino al resoconto del concerto. Primo in quanto l’anno successivo, nel 1991, i Litfiba sarebbero dovuti tornare per un nuovo concerto, ma le cose andarono diversamente, e di questo ve ne darò conto nei prossimi giorni.

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Litfiba, concerto [di Bitonto, NdR] rinviato

Il concerto dei Litfiba, previsto per questa sera al palazzetto di Bitonto, è stato rinviato per problemi di capienza. i biglietti erano già completamente esauriti e continuavano a giungere richieste da tutta a regione. La nuova data (forse a Santeramo) non andrà comunque oltre fine marzo. I biglietti venduti restano validi, eventuali rimborsi presso le prevendite. Per Informazioni ArciNova 080/521.27.87

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 02/03/1990, p. 24

Coerenza è… rimanere Litfiba

Litfiba-1990La riscossa dell’underground, il trionfo della coerenza, la caparbietà dei temerari: concetti e caratteristiche ben noti ai Litfiba. Una storia cominciata fra le pareti strette delle cantine di Firenze e che oggi – a testimoniare la grande popolarità raggiunta dalla band sulle scene da due lustri – può essere raccontata solo in spazi capienti. Ne sia prova la data di bitonto “saltata”, o meglio “slittata”, qualche giorno fa. L’eccedente richiesta di biglietti – che ha superato ogni previsione – e le dimensioni ridotte del palazzetto hanno meso in guardia gli organizzatori. Ma non c’è da preoccuparsi perchè i Litfiba saranno al Palazzetto dello Sport di Santeramo, dove c’è spazio per tutti, il 25 marzo. Pirata è il titolo del loro ultimo album, un trascinante live che immortala, ancora una volta su disco, l’ottimo rapporto che i Litfiba hanno con il palcoscenico. E’ Piero Pelù, cantante e leader carismatico del gruppo, a parlarcene […] Perchè proprio Santeramo?
“Perchè il pubblico pugliese è semplicemente fantastico…”

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 09/03/1990, Chicca Maralfa, p. 29

Agenda

LITFIBA: RIMBORSO BIGLIETTI – Sono rimborsabili entro oggi, presso le prevendite, i biglietti del concerto dei Litfiba che non si è più svolto a Bitonto. Da domani andranno in vendita i biglietti per la data di Santeramo del 25 marzo, per la quale restano validi i biglietti non rimborsati. Vanno invece rifatti tutti gli accrediti. Informazioni allo 080/5212787

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 14/03/1990, p. 22

Agenda

I LITFIBA A SANTERAMO – Il gruppo rock dei Litfiba terrà domenica sera un concerto al Nuovo Palasport di Santeramo. La manifestazione, promossa dall’ArciNova, avrà inizio alle 21.30. Per informazioni tel. 5212787

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 23/03/1990, p. 25

Agenda

I LITFIBA A SANTERAMO – Il gruppo rock dei Litfiba terrà domani sera un concerto al Nuovo Palasport di Santeramo. La manifestazione, promossa dall’ArciNova, avrà inizio alle 21.30. Per informazioni tel. 5212787

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 24/03/1990, p. 23

Una sera col diavolo di nome Pelù
Litfiba: Trionfale concerto a Santeramo

SANTERAMO (Bari) – Sono scoccate da poco le 21.15 quando il diavolo sale sul palco, scortato dai luogotenenti, per dar inizio alle celebrazioni. Che non sia un “maligno” dozzinale e qualsiasi, si riesce ad intuirlo dal boato che la folla di sudditi solleva, appena intravede la sua chioma vera, lunga e istrionica,
Sono in tremila, giovani e forti, ad attenderlo e al diavolo Pelù basta un gesto, una smorfia, un urlo o una parola per trascinarseli dietro tutti. Anche quelli che al concerto della sua band, i “Litfiba”, ci sono capitati per caso o curiosità. Ma l’impressione è quella di un pubblico fedele al gruppo fiorentino come per un fanatismo d’altri tempi, per una devozione-riconoscimento a quanto in dieci anni di carriera, ha saputo fare per la rinascita del rock italiano.
Fuori dal palazzetto dello sport di Santeramo, i pullman che hanno trasportato “a mandrie” i ragazzi da tutta la regione e da quelle più vicine sono parcheggiati a schiera fra le numerosissime macchine. Eppure non è la prima volta che i “Litfiba” suonano in Puglia, anzi. Da quando sono in circolazione ci saranno venuti almeno una volta all’anno.
Un significativo particolare salta subito agli occhi osservando il pubblico: l’eterogenicità. Per quanto tutti compatti ed attivi nel partecipare a questo rito – interamente filmato per diventare un home video – i ragazzi presenti vanno dalle sbarbine “ex duraniane” agli atteggiati rockettari muniti di “chiodo” e con la testa fasciata da un foulard alla pirata, per restare in tema con l’ultimo album live della band. “Si è smarrita una bambina di 11 anni e chi l’ha vista la riporti qui sotto il palco dalla madre” dice Piero Pelù. Anche le undicenni ai concerti dei “Litfiba“?
E’ un fenomeno curioso questo, una storia di grande popolarità conquistata da Piero Pelù e compagni a botte di dischi e soprattutto di concerti. Sin dalle prime note di “Amigo”, in apertura, il coro sotto il palco e sulle gradinate è compatto: tutti cantano, tutti conoscono a memoria le parole delle canzoni. Eppure non è il concerto di Claudio Baglioni e la musica – espressione di un coacervo di stili – non è di quelle facili per chi non si nutre sempre di rock.
Piero Pelù, voce e leader è spalleggiato da Ghigo Renzulli alla chitarra, al basso da Roberto Terzani al posto di Gianni Maroccolo (assente perchè impegnato su altri fronti con i “Timoria“), alla batteria da Daniele Trambusti (perchè Ringo De Palma pare sia stato colpito da una tendinite), alle tastiere da Antonio Ajazzi (sano e fedele!) ed alle percussioni da Candelo. I nuovi si dimostrano all’altezza della situazione, anche perchè le attenzioni riesce a rubarsele tutte Pelù.


E’ Tex il nuovo grido di battaglia – quello che nel cuore dei fans ha preso il posto di “Eroi nel vento” – una curiosa sintesi di Morricone e rock’n’roll, che è anche il loro nuovo video girato in Arizona. E pre restare in tema “spaghetti western”, suonano anche la cover di “Rawhide”- I rockettari saltellano e barcollano sulle note di “Apapaya”, mentre le sbarbine acque e sapone alzano timidamente la voce per farsi sentire a cantare “Panam”.
“Nessuno ha il diritto di giudicare”, dice Pelù, apostolo del proprio stesso credo, per introdurre “Dio”, segna continuazione di “Cangaceiro”, una sorta di j’accuse contro i politicanti senza scrupoli.


Le camere continuano a riprendere l’invasato Pelù libero come il vento ma stretto nella morsa dei tempi di ripresa. Il cantante non sa se attenersi agli striscioni che inneggiano a lui sui lati della gradinata o ai cartelloni della regia sotto il palco, categorici nell’invitarlo ad accorciare i brani a più non posso. La mediazione si fa sentire ma la festa continua.
Il clima si fa più mite con “Cuore di vetro” (dedicata al ministro Donat Cattin), la bellissima “Louisiana”, “Il tempo di morire”, di Lucio Battisti per concludersi a temperatura d’ebollizione con una lunghissima versione di “Tequila”.
Prima i “Litfiba” avevano proposto altri brani del loro repertorio fra cui il Kurt Weill di “Cannon Song”, “Lulu e Marlene” e “Cafè mexican e Rosita”. Tutte storie di cinque re-eroi popolari ma con la testa alta. Per la serie “chi la dura la vince”

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 27/03/1990, Chicca Maralfa, p. 23

Gli  italiani lo fanno bene
Concerti rock da stasera a Bari

BARI – L’ArciNova, dopo il successo del concerto dei Litfiba a Santeramo, ha deciso di esplorare il territorio del rock italiano con una rassegna, “Gli italiani lo fanno bene”, che fin dal titolo intende affermare l’esistenza ed il valore di una scena per certi versi marginale ma senz’altro ricca di qualità che possono, come insegna il successo dei Litfiba, incontrare il favore di un pubblico di massa se ben promosse da discografici e addetti ai lavori […] Il concerto dei Settore Out sarà preceduto dalla proiezione delle diapositive realizzate da Agnese Purgatorio durante l’esibizione dei Litfiba a Santeramo […]

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 20/04/1990, p. 27

Morto Ringo De Palma, il batterista del gruppo Litfiba
Perdita per il rock italiano
Il decesso per collasso cardiocircolatorio

[…] Ringo De Palma aveva partecipato all’incisione dell’ultimo long playing live dei Litfiba, “Pirata”, ma a causa di una tendinite non aveva potuto seguire il gruppo nell’ultima turnée. Nella tappa pugliese di Santeramo dello scorso 25 marzo – in cui i Litfiba girarono un home video – al suo posto c’era Daniele Trambusti […]

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 06/06/1990, Chicca Maralfa, p. 23

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Un’ultima testimonianza di Giancarlo Bitetti: “Io c’ero e rimasi scandalizzato dal puritanesimo che si scatenò l’anno successivo al fine (poi riuscito) di non far svolgere un altro concerto sempre dei Litfiba

Per la realizzazione di quest’articolo ringrazio il gruppo “Sei di Santeramo se…” e Gianni “Nocturne Pigalle

Fonti consultate

Pirata Tour ’90, Wikipedia
Pirata Tour ’90, Litfiba.net
Sei di Santeramo se…, Gruppo Facebook

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Un commento su “Il Primo Concerto dei Litfiba a Santeramo

  1. Giacomo il said:

    Da buon Santermano, io c’ero. E la chicca è che pochissimi (nessuno?) rammenta che fino a poche ore dal concerto non volevano dare la disponibilità per il parterre, e pretendevano che ci accomodassimo tutti sugli spalti. Fortunatamente andò diversamente.
    Grande serata

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