La commemorazione dei defunti che non si conoscono

Ogni anno il secondo giorno di novembre è dedicato dalla chiesa cattolica alla commemorazione dei defunti. Persone che ci hanno accompagnato nella nostra vita e a cui dedichiamo un ricordo, o a cui dobbiamo parte della nostra formazione.
Capita di portare un fiore in un qualsiasi giorno dell’anno, non necessariamente il 2 novembre, e di percorrere i viali del cimitero tra le migliaia di lapidi che riportano i nomi degli estinti, mai in realtà conosciuti, alcuni con la fotografia che ne lascia solo immaginare il passato.
Tra tutti i documenti che sfoglio per cercare materiale per questo blog ho trovato la storia di una ragazza, quasi mia coetanea, venuta prematuramente a mancare per malattia.
Dedico simbolicamente questo articolo a coloro che non hanno avuto abbastanza tempo per dare la propria impronta su questa terra.

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La salute pubblica

SANTERAMO 10. – Nel momento in cui vi telegrafo, e sono circa le ore 18 ho notizia della morte di una giovine donna per gastro enterite.
La cittadinanza è impressionatissima a causa del completo abbandono in cui giacciono i servizi d’igiene e di P. U.
Si confida nell’autorevole intervento del prefetto.

tratto e adattato dal Corriere delle Puglie del 11/01/1911, p. 4

Avvelenamento o colera?

SANTERAMO 11. – (G.G.) La grave notizia con mio telegramma di ieri sera è l’esponente vero dello scatto del paese intero contro uno stato di inspiegabile indolenza che offende, non dico la nostra vita civile, ma la nostra salute, la nostra pelle.
La morte di Rosa Barberio di Giovanni Barberio sotto le manifestazioni di un caso sospetto di colera, doveva suscitare e suscitò in effetti una generale preoccupazione, perchè, ci duole dirlo, in Santeramo pare che il destino fatale condanni a risolverci il tutto in danno, mai in bene.
Fortunatamente verso l’ora tarda il solerte ufficiale sanitario, a seguito di opportune indagini praticate, rese di pubblica ragione che probabilmente nel decesso della Barberio doveva ritenersi causa determinante l’aver mangiato cibi conservati in recipienti di rame non stagnato, più che ad una infezione colerica, ma per la verità le prime voci produssero un senso straordinario di irritazione specie, ripeto, per lo stato in cui siamo ridotti.
Per la cronaca aggiungerò che la famiglia della Barberio non si curò di avvertire il medico di fiducia nella persona del dott. Mario Simone ufficiale sanitario, che appena ieri mattina alle ore 10, quando i sintomi del male si erano manifestati dal giorno precedente. Ed il dott. Simone impensierito della gravità del caso, volle assoggettare l’inferma all’esame dei colleghi dottori Difonzo e Tangorra, i quali ebbero con lui dei sospetti preoccupanti sulla malattia della giacente.
Questa a poche ore di distanza moriva, e, dati i sintomi, e le manifestazioni del male colerico che hanno molti punti comuni con la manifestazione di avvelenamento, l’ufficiale sanitario ne denunciò il caso sospetto e quindi i cittadini si scossero e si agitarono, recandosi perfino in commissione al R° Commissario per protestare contro l’imperante e perniciosa libera vendita di erbe e verdure paesane e importate che si permette sulla nostra piazza.
Ora si attende l’intervento delle autorità sanitarie provinciali per una definitiva pronuncia sul caso.

tratto e adattato dal Corriere delle Puglie del 13/01/1911, p. 4

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Atto di Morte di Rosa Barberio del 1911
Atto di Morte di Rosa Barberio del 1911

La cosa particolare è che nel registro vengono annotati come sempre i nomi delle persone che si presentano per dichiarare il decesso. Solitamente sono parenti o conoscenti. In questo caso si presentarono due “becchini“, Giovanni Coriglione di 60 anni e Giuseppe Giordano di 42 anni.
Rosa Barberio nacque il 22 ottobre 1877 in una famiglia di contadini da Giovanni Barberio e Domenica Stasolla, la cui casa era in Via Marea 84. Una volta adulta, il 27 settembre 1902 sposò il cassanese coetaneo Vito Catucci.
Una intossicazione sembra sia stata la causa della sua dipartita a soli 33 anni.
I primi giorni dell’anno nuovo Santeramo era stata sommersa da una abbondante nevicata in cui si parla sempre nel Corriere delle Puglie della settimana prima.

Fonti consultate

Corriere delle Puglie del 11/01/1911, p. 4
Corriere delle Puglie del 13/01/1911, p. 4

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