I fratelli Difonzo giustiziati nel 1809

Un fatto drammatico conclusosi col sangue e conseguenze su tutta Santeramo avvenne oltre sue secoli fa. Ne avevo parlato già in un articolo dedicato alla rivolta del 1809, in cui vennero trucidati Giuseppe Lazazzara e sua moglie Rosa Bresnaider.

Di recente, durante le mie visite all’archivio parrocchiale della Cattedrale di Sant’Eustachio di Acquaviva, sfogliando l’indice dei tre volumi più antichi lì conservati, alla lettera D trovavo 5 cognomi santermani con una parentesi graffa che portava ad una nota: giustiziati.

Nel precedente articolo avevo fatto riferimento a quanto parzialmente noto. Dopo la ribellione a Santeramo intervenne l’esercito reale….

Gli atti di morte del comune di Santeramo non sono consultabili online, probabilmente sono molto deteriorati o potrebbero esser andati persi. Invece per il comune di Acquaviva i registri degli atti di morte del 1809 sono consultabili, ma tra il marzo e il maggio non riportano alcun Difonzo o comunque non ci sono giorni con 5 decessi.
In altri libri e documenti si parlava genericamente di 5 fratelli Difonzo, ma non venivano forniti altri dati circa i loro nomi o la loro famiglia, poteva sembrare quasi una leggenda.

E’ tra i registri parrocchiali che ho trovato una testimonianza scritta di quel che avvenne. Andando quindi a consultare il terzo volume, tra le pagine è inserito un foglietto più piccolo, con una calligrafia diversa dalle altre ma molto più chiaro da leggere.

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A di 9 Aprile 180nove
Fù eseguita la sentenza di fucilazione, nella piazza di questo Comune de’ seguenti individui, tutti del Comune di Santeramo.

Nunzio Andrea di Fonzo, figlio di Tommaso, e Marito di Anna Antonia Muranti di anni 40 circa.
Giuseppe di Fonzo, figlio di Tommaso, e Marito di Rosa Pontrandolfi di anni 36 circa.
Vito di Fonzo, figlio dello stesso Tommaso, e Maria Nicola di Carlo Ignazio non casato di anni 30 circa.
Erasmo di Fonzo, figlio di Tommaso e Maria Nicola di Carlo Ignazio non casato di anni 28 circa.
Francesco di Fonzo, figlio di Tommaso, e Maria Nicola di Carlo Ignazio di anni 25 circa.
Tutti fratelli germani.

Tutti confessati dal Can.co Ursi, e Sivilla, e viaticati dal Parroco de’ Leonardis, furono sepolti in questa tal chiesa.

Eustachio Can.co Parlanti Paroco

Questa testimonianza fu scritta da Eustachio Parlanti.

C’è quindi l’evidenza dei nomi dei 5 fratelli, che erano germani, cioè figli di stesso padre e stessa madre, cioè di Tommaso Difonzo e di Maria Nicola di Carlo Ignazio. Di sua moglie non è chiaramente individuabile il cognome.

Vito Difonzo, Erasmo Difonzo e Francesco Difonzo non erano casati, cioè non erano sposati.
Giuseppe Difonzo
era sposato con Rosa Pontrandolfo. Di loro al momento non ho trovato traccia di figli tra gli archivi di stato civile.
Nunzio Andrea Difonzo era sposato. Nel registro è riportato che il nome della moglie era Anna Antonia Muranti. Tuttavia nel corso delle mie ricerche sugli atti anagrafici del comune di Santeramo risulta che un Andrea Difonzo ebbe un figlio da Anna Di Donato, figlio nato nel 1804 circa e chiamato Tommaso Difonzo, come il nonno. Questo nipote si sposò con Chiara Giannino nel 1828, e nel loro atto di matrimonio è riportato che Andrea Difonzo morì ad Acquaviva il 9 aprile 1809, data e luogo che corrispondono. Poichè Anna Di Donato era ancora in vita nel 1828 posso concludere che il dati della moglie di Nunzio Andrea Difonzo riportati sul documento parrocchiale di Acquaviva era inesatti.

Prima dell’esecuzione vennero confessati dal canonico Ursi e Sivilla. Venne data loro l’estrema unzione, il viatico dal parroco De Leonardis.

Nei mesi successivi il padre dei fratelli Difonzo fu imprigionato e condannato a morte. Nello stesso atto di matrimonio del 1828 è indicato il nome del padre di Andrea, Tommaso Difonzo, che risulta morto il 2 novembre 1809, non in una città qualsiasi, ma a Trani, che era proprio la sede del tribunale penale.

Particolare della prima pagina dell’atto di matrimonio di Tommaso Difonzo e Chiara Giannino del 1828

Una ulteriore pena gravò su Santeramo a seguito della rivolta, una taglia di 25’000 ducati (diverse centinaia di migliaia di euro odierne), evento che dà il nome all’atrio al centro del Palazzo Marchesale di Santeramo.

I loro corpi non tornarono mai a Santeramo, vennero sepolti ad Acquaviva sotto la pavimentazione della chiesa, quindi all’interno della Cattedrale di Sant’Eustachio. Questo era ancora una pratica comune, prima che fosse attuato l’editto napoleonico di Saint Cloud che imponeva di spostare i cimiteri all’esterno delle aree urbane.

Intorno al 1950 nella Cattedrale vennero eseguiti dei lavori, le ossa umane che vennero rinvenute vennero probabilmente spostate presso l’ossario del cimitero di Acquaviva.

Mi risulta che Tommaso Difonzo aveva un altro figlio, Paolo Difonzo, sfuggito all’esecuzione. Era sposato con Maddalena Barberio ed ebbero almeno tre figli che a loro volta si sposarono. Insieme ai figli di Tommaso Difonzo e Chiara Giannino sono i loro discendenti che potrebbero esser giunti fino al giorno d’oggi.

Per una simile esecuzione dovrebbe risultare anche una traccia presso l’archivio del Tribunale di Trani, ma al momento non mi sono organizzato per ulteriori approfondimenti.

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