Che cosa fa la passatella

Quando non c’era TV, internet o altri intrattenimenti moderni il tempo tra amici si passava in compagnia, parlando e raccontando storie, accompagnando il tutto con un sorso di vino, tipico nettare pugliese. Per dare un po’ di brio ulteriore c’era un gioco da osteria, ancora diffuso e tramandato di generazione in generazione, la passatella. All’epoca, sebbene si conoscessero gli effetti del bere troppo alcool, non si faceva tanto caso al bere moderatamente, e in un giorno di festa poteva accadere anche questo…

Corriere delle Puglie del 25/01/1916, p. 4
Che cosa fa la passatella

A Santeramo una domenica del gennaio 1915 convennero in una casa alcuni parenti i quali per solennizzare il giorno di riposo del Signore iniziarono un giuoco di passatella. I bicchieri si vuotavano senza possa finchè quasi tutti erano alticci dal vino, chi più, chi meno.
Tale Pietro Germinario venne infatti a parole con Francesco Paolangelo; entrambi erano allo stato acuto di ubriachezza.
Nella discussione intervennero le donne e Pietro Germinario nel gesticolare dette un pugno nell’occhio di tale Angela Martelli che ebbe una lesione che guarì dopo molti giorni.
Alle grida della ferita e degli altri, il feritore scappò, ma fu pescato dai carabinieri il dì seguente.

Il Tribunale lo ha condannato a mesi 5 e giorni 25.
Difensore: avv. Riccardo Ferrara

tratto e adattato dal Corriere delle Puglie del 25/01/1916, p. 4

Ricordo a tutti che l’alcool non è un gioco, bevete moderatamente e non mettevi alla guida dopo aver bevuto alcolici.

Fonti consultate

Corriere delle Puglie del 25/01/1916, p. 4

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