I cento anni di Nicola Netti

Tutti i santermani conoscono l’artista Francesco Netti, ma quanti hanno idea di chi fosse suo padre?

Nicola Netti ha segnato la storia di Santeramo per tutto l’ottocento, uomo longevo vissuto oltre cent’anno.

Nacque a Mola l’8 ottobre 1798 per poi trasferirsi a Santeramo. Nel 1799 la sua famiglia lasciò Santeramo per alcuni anni. Con i genitori si trasferì a Napoli, nel quartiere Montecalvario, dove nacquero alcuni suoi fratelli. Tornò poi a Santeramo dove rimase. Nell’articolo che segue veniamo a conoscenza di un fatto di cronaca che riguardò la sua famiglia. Intorno al 1817, dei malviventi rapirono tre sue sorelle chiedendone il riscatto, e da quello che si legge le sorelle vennero uccise senza ottenere quanto richiesto.

Atto di Matrimonio tra Nicola Netti e Giuseppa Maria Vitale, 1826, pagina 1

Il 2 aprile 1826 a Conversano sposò Giuseppa Maria Vitale, da cui ebbe poi 10 figli, in base a quello che ho ricostruito con le mie ricerche, tra cui Francesco Netti nel 1832.

Tra il 1844 e il 1846 fu anche Sindaco di Santeramo.

Per diversi anni sostenne economicamente lo zio Raffaele Netti, che fu ad inizio secolo uno dei luminari della provincia di Bari.

Un curioso documento del 1856 conferma il suo interesse culturale, dato che riuscì ad ottenere una concessione per tenere in casa dei libri considerati proibiti dalla Chiesa.

Corriere delle Puglie del 05/10/1898, p. 1
UOMINI E COSE

Per un centenario.

Sei secoli or sono, al tempi del divino Alighieri, come il Sommo ci dice nel primo verso del suo poema, la media della vita era di settanta anni, e doveva esser sorprendente, anche allora, se un uomo avesse potuto raggiungere l’anno centesimo, se il sol soave avesse potuto salutarlo per ben trentasei mila volte.
Al tempi biblici si narra di patriarchi vissuti cinque, sei, sino a novecento anni; ma bisognerebbe vedere, se l’anno allora fosse costituito dalla luna, fosse cioè qualcosa meno di un mese; o dalle varie stagioni, cioè circa tre mesi. Certamente ai tempi nostri la media della vita è ancora più bassa di quella stabilita dal poeta divino, e vi sono paesi In cui supera di poco i cinquanta anni.
Ma di quando in quando qualche fenomeno di longevità si avvera anche ai tempi nostri, e, per non andar lungi, sono lieto di poterne citare uno nella persona del signor Nicola Maria Netti di Mola di Bari, padre al non mai abbastanza compianto Francesco Netti, onore delle Puglie, dell’Italia e dell’arte.
Domani l’altro, 8 ottobre, egli compie il suo centesimo anno, e la sua famiglia, che lo adora, e gli amici che lo venerano, gli preparano grandi festeggiamenti, ed egli, il venerando secolare, nel pieno possesso di tutte le sue facoltà intellettuali, pieno di buon umore e dl spirito, benché lievemente indebolito a la vista ed a l’udito, ne sorride con grande compiacenza, convinto che, data la vigoria del suo corpo, molti suoi genetliaci ancora dovranno festeggiarsi.

Ogni fenomeno di longevità, massime quando esso sia accompagnato da robustezza fisica e da lucidità e serenità intellettuale, ha bisogno di essere studiato.
Nicola Maria Netti nacque a Mola di Bari, patria del compianto Niccolò Van Westerhout, l’8 ottobre 1798, quando in Francia Incominciava a brillare la stella di Napoleone il grande, e la stella d’Italia non si sospettava nemmeno dovesse sorgere.
Nacque da Francesco Saverio Netti e da Giuseppa Rosa Pesce di ricca e nobile famiglia di Santeramo entrambi, Fin da bambino ei dovette soffrir molto delle tristissime condizioni politiche dell’Italia, e non aveva ancora due anni, quando, assalita la sua casa dalle bande dei Sanfedisti nel 1799, nella fuga precipitosa della povera madre, fu travolto, e portato via capovolto.
Fu educato a Napoli, dove studiò musica e disegno, ma, tornato a Santeramo, un avvicendarsi di sventure e di avventure gli fanno attraversare un periodo tristissimo.
A diciotto anni, nel breve spazio d pochi mesi, perde tre sorelle, ed è ricattato dai briganti. che richiedono dal padre una fortissima somma pel riscatto.
Ma egli non si impaurì mai.
Prese moglie a ventotto anni, ed ebbe numerosa prole, dieci figli, gran parte dei quali vivono sani e forti.
Occupò diverse cariche delicatissime, dove portò sempre un grande spirito di giustizia ed una serenità mirabile, sia come sindaco, sia come giudice, sia come consigliere provinciale; ma non lasciò mai di amministrare da se il suo vasto patrimonio, dando esempio di attività sorprendente e di calma meravigliosa.

A che cosa ei debba la sua longevità non saprei esattamente dire, o potrei dire, che la deve a la somma di tutte quelle virtù e quanti, cui informò la sua vita. Morigerato in tutto, beve pochissimo, ed ha sempre evitato abusi di liquori; non fuma, non annasa, ha rifuggito e rifugge dai bagni di mare. Lavoratore instancabile, non ha evitato il divertimento che ha, in ogni tempo e in ogni modo, posposto al suo dovere ed alla norma di sua vita. Ha lavorato col cervello e col corpo, memore che l’immobilità è causa di rovina.
Ma queste qualità fisiche da sole hanno contribuito alla sua longevità, non l’hanno determinata. Sono le qualità dello spirito che l’hanno, secondo me, determinata.
La serenità del suo spirito, proverbiale, non ha mai procurato alterazioni al suo sistema nervoso, ha impedito che una qualsiasi alterazione avvenisse nella circolazione del sangue e nella respirazione.
In questi tempi di nevrastenia, in cui gli organismi più forti sono logorati da ipersensibilità, da la morbosità de le passioni, da l’eccessivo lavorio intellettuale, valga d’esempio questo venerando, che, di fronte ai più gravi disastri, ha accettato il fatto compiuto, ed, anzi che logorarsi in rimpianti, si é adoperato serenamente a riparare i mali, con calma, con serenità, con buon umore.

Si ricorda di lui, ed egli talvolta lo ripete sorridendo, il seguente aneddoto.
Una sera al Circolo giocava al mediatore. Era il periodo della mietitura, ed egli aveva disposto, che l’Indomani si mietesse il grano delle sue terre.
Quando giunge il suo fattore (massaio) che, tremante e quasi piangente, gli dice: “Signore, è inutile pensare al ricolto, che la gragnuola ha distrutto completamente ogni cosa“. Si trattava di una perdita di circa cinquanta mila lire. Il Netti guarda il tremante fattore, e poi voltosi ai compagni di giuoco dice:

Beh! Non c’è che fare! — Faccio una sola, datemi il tre di denari

E continuò tranquillamente il giuoco.
Solo con tanta serenità di spirito si può vivere lungamente e bene, e questa tranquillità che al signor Nicola Netti ha fatto raggiungere il centenario, spero gli faccia compiere altri lustri.
Egli abbia intanto, col saluto dei parenti e degli amici, quello del Corriere delle Puglie.

Monos

tratto e adattato da Corriere delle Puglie del 05/10/1898, p. 1

Uno dei massimi conoscitori della storia della famiglia Netti, il signor Raffaele Bongallino che ringrazio infinitamente, mi mette a conoscenza di qualche altro dettaglio riguardo questa ricorrenza, in cui venne anche realizzata una pergamena celebrativa.

Email di Raffaele Bongallino del 10/10/2016
Parlare di Nicola Netti in prima pagina del Corriere delle Puglie del 05/10/1898 indica un grande rispetto per la famiglia Netti da parte della stampa. Altre volte Francesco Netti, Luigi Netti e il giovane Nicola Netti sono stati ben presentati nel quotidiano barese.
Allego la pergamena (pubblicata almeno tre volte) della festa  per i cento anni di Nicola Netti: vi parteciparono  tanti familiari tra cui padre Raffaele Netti (fratello di Francesco Netti, dell’ordine dei Filippini), Luigi Netti con i figli Nicola (ultimo erede deceduto a Roma il 1923, senza eredi), Giuseppina (Pasqua)lina e Rosa. La pergamena è opera del miniatorista barese Prof. Pasquale Infante. Si inserisce tra i “familiari”  Padre Giuseppe Clemente allora in missione in Inghilterra. Per l’anziano centenario ben delineato nell’articolo da te riscoperto fu un bel giorno di festa.

tratto e adattato da un’mail di Raffaele Bongallino del 10/10/2016

La pergamena riporta questo messaggio:

Oggi VIII ottobre MDCCCXCVII Nicola Netti compie cento anni di vita esemplare per virtù domestiche e cittadine.
I suoi discendenti a perenne ricordo una medaglia di oro gli offrono con questa pergamena, arra di augurio, perchè il venerando vegliardo saluti prosperamente l’alba del XX secolo, e dica fra due anni, ai posteri: “Fortezza temperanza e rettitudine mi fecero vivere in tre secoli!“.

Pergamena augurale per i 100 anni di Nicola Netti
Pergamena augurale per i 100 anni di Nicola Netti

Purtroppo Nicola Netti non riuscì ad abbracciare i tre secoli auspicati e cinque mesi dopo, l’11 marzo 1899, si spense nella storica casa in Via Sant’Eligio.

Atto di Morte di Nicola Netti, 1899

I suoi resti mortali sono tumulati nel cimitero di Santeramo al fianco di quelle del figlio Francesco Netti.

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Fonti consultate

Corriere delle Puglie del 05/10/1898, Monos, p. 1

“Nicola (sic) Netti”: Rescritto pontificio relativo al permesso accordato a Nicola Netti di leggere e tenere presso di sè opere proibite per ragioni di studio e relativo “regio exequatur”, Collezione Chicago, Conversano, 18/01/1856

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