Anfibi e Rettili dell’area umida “Le Matine”

Fino ad adesso non avevo ancora trovato articoli scientifici riguardanti Santeramo, questo è il primo e di tipo faunistico. Vediamo quali sono le specie animali che sono state individuate tra il 2004 e il 2011 nei pressi del vascone delle Matine a sud-ovest di Santeramo. Si tratta di una zona non inclusa nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, per cui si potrebbe valutare una modifica della perimetrazione del Parco per inserirla.

Anfibi e Rettili dell’area umida “Le Matine”, Santeramo in Colle (Puglia), Fabio Perna, Manuél Marra, Giovanni Scillitani
Anfibi e Rettili dell’area umida “Le Matine”, Santeramo in Colle (Puglia)

A causa della sua natura carsica, l’Altopiano delle Murge è naturalmente povero di acque superficiali. A ciò si aggiunge l’opera dell’uomo, che con attività di disboscamento, canalizzazione e bonifica ha ulteriormente aggravato la situazione. Nell’area di Santeramo in Colle (Bari) le attività di disboscamento legate all’agricoltura determinarono un cambiamento radicale del paesaggio circostante il torrente Viglione, e un conseguente dissesto idraulico a causa del mancato scolo delle acque, che comportò perdita di campi seminativi nonché diffusione della malaria a causa di una persistente palude. La bonifica dell’area avvenne in epoca fascista, quando si definì un piano che prevedeva la costruzione di un grosso canale collettore, di diversi colatori e di un bacino montano con briglie a secco. Queste raccolte d’acqua costituiscono importanti habitat per molte specie di erpetofauna e quindi siti preziosi per il mantenimento della diversità. Per tali motivi abbiamo intrapreso uno studio volto a caratterizzare l’erpetofauna dell’area, tanto dal punto di vista della diversità che da quello fenologico e popolazionistico delle singole specie, con applicazioni in campo conservazionistico.

Fig. 1. Localizzazione dell’area di studio

Nel presente studio si riportano alcuni dati preliminari sulla diversità erpetologica di un sito della bonifica, denominato Le Matine, posto a 366 m. slm a circa 7 km a sud-ovest di Santeramo in Colle (Fig. 1). In quest’area si trova un vascone rettangolare di circa 95 x 45m, con argini impermeabilizzati da teli (Fig. 2). Il paesaggio circostante è caratterizzato da estese coltivazioni di cereali e dalla presenza di numerosi insediamenti rurali o masserie.
In tale sito sono state effettuate circa 200 prospezioni nell’arco di sette anni (2004 – 2011), nel periodo febbraio-novembre prevalentemente durante le ore diurne, dalle 8.00 alle 18.00, in relazione alla stagione e in accordo con le abitudini delle specie indagate.
Per lo studio degli Anfibi sono stati applicati sia metodi diretti (censimento a vista, censimento di larve/girini, censimento sulle strade) che indiretti (censimento delle ovature, censimento al canto). I sopralluoghi ai potenziali siti riproduttivi sono stati condotti in ore diurne (individuazione di ovature, adulti presso le pozze, potenziale presenza di tritoni) e in ore serali/notturne (individui al canto, presenza di riproduttori, movimenti postriproduttivi).
I siti riproduttivi individuati sono stati oggetto di ripetute visite, al fine di monitorare l’andamento della stagione riproduttiva ed evidenziare eventuali problematiche.
Per lo studio dei Rettili sono stati applicati sia metodi diretti (censimento a vista, censimento sulle strade) che indiretti (censimento delle esuvie). Gli animali sono stati cercati percorrendo gli ecotoni con andatura lenta e regolare, secondo quanto riportato da diversi autori (Dolce, 1983; Zuffi, 1984; Donà et al., 1991), e sotto i ripari (rocce, teli) che venivano sollevati quando incontrati durante il tragitto. Al momento dell’osservazione di un rettile si procedeva alla sua cattura a mano (Blomberg & Shine, 1996) e rilascio nel punto di cattura dopo i necessari rilievi. Le raccolte sono state autorizzate dal Ministero dell’Ambiente.

Fig. 2. Il vascone nell’area umida “Le Matine”

In Tabella 1 sono riportate le specie osservate, 19 in totale (63% delle specie pugliesi), di cui 6 di Anfibi (60% delle specie pugliesi) e 13 di Rettili (65% delle specie pugliesi).
Per gli Anfibi sono di particolare interesse la sintopia del rospo comune e di quello smeraldino, nonché dei tritoni italico e crestato. Per i Rettili sono la segnalare la presenza della sempre più rara testuggine palustre e del geco di Kotschy e del colubro leopardino, che nel nostro paese Italia hanno diffusione limitata alle regioni sudorientali.

Tabella 1. Anfibi e Rettili presenti nelle Matine. 1: specie citata nell’Allegato II dir.92/43/CEE; 2: specie citata nell’Allegato IV dir.92/43/CEE; 3: specie citata nell’Allegato II Convenzione di Berna.

Nome comune Nome scientifico Note
Anfibi
Rana verde Pelophylax kl. esculentus
Rospo comune Bufo bufo
Rospo smeraldino Bufo balearicus 2, 3
Raganella italiana Hyla intermedia 2, 3
Tritone italico Lissotriton italicus 2, 3
Tritone crestato italiano Triturus carnifex 1, 2, 3
Rettili
Testuggine palustre Emys orbicularis 1, 3
Ramarro occidentale Lacerta bilineata 2, 3
Lucertola campestre Podarcis sicula
Geco comune Tarentola mauritanica
Geco di Kotschy Cyrtopodion kotschyi
Luscengola Chalcides chalcides
Biacco Hierophis viridiflavus 2, 3
Natrice dal collare Natrix natrix
Natrice tassellata Natrix tessellata 2, 3
Cervone Elaphe quatuorlineata 1, 2, 3
Colubro liscio Coronella austriaca
Saettone occhirossi Zamenis lineatus 2
Colubro leopardino Zamenis situla 3

Nonostante il massiccio intervento umano, l’area mantiene una buon diversità erpetologia, grazie anche alla persistenza dell’acqua nel vascone che consente lo svolgimento dell’attività riproduttiva degli Anfibi. Inoltre, i bordi dei teli ripiegandosi costituiscono rifugi ideali per molte specie. Quindi, anche se involontariamente, le opere antropiche risultano avere effetti positivi sulla sopravvivenza dell’erpetofauna e una maggiore attenzione alle esigenze di questi animali nella progettazioni degli interventi di regimazione idraulica potrebbe portare ad interessanti risvolti dal punto di vista conservazionistico. La prosecuzione delle ricerche permetterà di chiarire la consistenza delle popolazioni, evidenziando le aree a maggior vocazione e la pianificazione di adeguate misure conservazionistiche. In particolare, è da rilevare che l’area indagata non è inclusa nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il cui confine passa a circa 5 km a nord, per cui si potrebbe valutare una modifica della perimetrazione del Parco per inserirla.

tratto e adattato da Anfibi e Rettili dell’area umida “Le Matine”, Santeramo in Colle (Puglia), Fabio Perna, Manuél Marra, Giovanni Scillitani, Atti IX Congresso Nazionale della Societas Herpetologica Italica, Bari – Conversano, 26-30 settembre 2012 

Fonti consultate

Anfibi e Rettili dell’area umida “Le Matine”, Santeramo in Colle (Puglia), Fabio Perna, Manuél Marra, Giovanni Scillitani, Atti IX Congresso Nazionale della Societas Herpetologica Italica, Bari – Conversano, 26-30 settembre 2012

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