12 anni e incinta

Atto di nascita di Chiara Maria Paulangelo
Atto di nascita di Chiara Maria Paulangelo

Siamo alla fine del diciottesimo secolo. Era uso comune a Santeramo che le famiglie più abbienti avessero alle proprie dipendenze  una serie di contadini, operai, garzoni per i più disparati lavori. Saverio Paulangelo era un proprietario, sposato con Filomena Disanto. Tra i loro figli l’ultima nata fu Chiara Maria Paulangelo, il 21/11/1884 nella loro casa in Vico Quarto Maria n. 40

Tra i dipendenti di Saverio vi era un garzone, Nicola Labarile, di cui non conosco l’età, ma che immagino esser comunque giovane considerato proprio il tipo di lavoro.
Così Nicola e Chiara Maria si conobbero, molto precocemente anche in senso biblico.

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Corriere delle Puglie del 05/07/1902, p. 3

L’infedeltà di un garzone

Presidente Notarianni – Giudici Favero e Villani – P.M. cav. Cipollone – P.C. avv. Squicciarini – Difesa avv. Ferrara – Cancelliere Galasso

Il delitto di cui è accusato Nicola Labarile fu Rocco, è avvenuto a Santeramo nel luglio o agosto del 1895 o 1896, in casa del sig. Saverio Paulangelo fu Erasmo.
Questi aveva a suo servizio, in qualità di garzone, il Labarile, al quale oltre all’annuo stipendio di L. 202,50 aveva concessa tutta la fiducia e la intimità della sua famiglia.
E fu proprio di questa fiducia, che il Labarile pare avesse abusato.
Infatti egli è accusato di aver goduto per la prima volta i vergini amplessi di una figliuola del Paulangelo, nata nel 21 novembre 1884.
La ragazza, intanto, taceva sempre, mentre la tresca col garzone continuava. E fu soltanto verso l’agosto, che il Paulangelo, impensierito di un certo malessere della ragazza, la fece osservare dal dottor Giuseppe Simone, il quale non senza meraviglia, constatò una dolorosa realtà: la Chiarina Paulangelo era incinta!
Cosi questa raccontò ogni cosa.
Il Paulangelo, allora, nel più amaro strazio paterno, sperò almeno nel segreto da parte del seduttore. Ma questi, invece, che voleva arrivare al matrimonio, fece il fatto di pubblica ragione.
In seguito a che il Paulangelo gli sporse querela per violenza carnale, dl cui oggi è imputato.

Il dibattimento si svolge a porte chiuse. Per domani si attende il verdetto.

tratto e adattato da Corriere delle Puglie del 05/07/1902, p. 3

Corriere delle Puglie del 06/07/1902, p. 3

L’infedeltà di un garzone

Presidente Notarianni – Giudici Favero e Villani – P.M. cav. Cipollone – P.C. avv. Squicciarini – Difesa avv. Ferrara – Cancelliere Galasso

Stamane dopo terminato l’esame testimoniale, hanno parlato l’avv Squicciarini, come rappresentante della parte civile, il quale ha sostenuto che la sua difesa Chiarina Paulangelo non aveva compiuta l’età di 12, all’epoca del reato; il Pubblico ministero cav. Cipollone si è uniformato alla parte civile e l’avv. Riccardo Ferrara, difensore dell’accusato Labarile, ha dimostrato invece che le relazioni intime tra il suo difeso e la Chiarina Paulangelo, avvennero quando questa avea già compiuti i 12 anni di età; per la qual cosa bisognava escludere la violenza presunta.

Dopo il riassunto del presidente i giurati hanno emesso il seguente

Verdetto

con cui, accogliendo la tesi principale difensiva dell’avv. Ferrara, hanno risposto negativamente al quesito della violenza presunta, ed hanno, quindi, ritenuto soltanta l’ipotesi della corruzione di minorenne.

La corte, perciò ha condannato il Nicola Labarile a 12 mesi e 15 giorni di detenzione, condonando un anno di detta pena per amnistia ed, avendo il Labarile espiati preventivamente molto più dei residuali 15 giorni, è stato immediatamente messo in libertà.

tratto e adattato da Corriere delle Puglie del 06/07/1902, p. 3

virgolette-chiuse

Nel primo articolo si dice che Saverio Paulangelo avesse voluto tenere il segreto sulla vicenda, in modo da evitare lo scandalo. Mentre Nicola Labarile rese pubblica la cosa con l’intento di sposare la giovane ragazza. Cosa assolutamente contrastata dal padre di lei tanto da portare il caso in tribunale. Infatti, in base alla legge vigente, il limite di 12 anni portava ad un reato ben più grave.

Ipotesi sulla gravidanza

E poi, com’è andata la gravidanza di Chiarina?
Le ipotesi che avevo immaginato sono ben 6:
1 – ha partorito senza il riconoscimento del padre, e dando al nascituro il suo cognome, Paulangelo, registrandolo a Santeramo
2 – ha partorito facendo riconoscere il nascituro dal padre naturale, Nicola Labarile, che quindi gli avrebbe dato il cognome Labarile, registrandolo a Santeramo
3 – ha partorito in un altro comune e lo ha registrato nel relativo registro
4 – ha partorito disconoscendo totalmente il nascituro, registrato come proietto
5 – la gravidanza potrebbe non esser stata portata a termine per cause naturali
6 – la gravidanza potrebbe esser stata interrotta clandestinamente

Se l’abuso è avvenuto nell’estate 1895, come indicato nel primo articolo, quando Chiarina aveva 10 anni e mezzo, il parto dovrebbe essere avvenuto nella primavera nel 1896.
Se è valida la seconda data riferita dal giornalista allora il parto si sposta sulla primavera del 1897.
Il processo ha dato infine ragione alla difesa di Nicola Labarile, per cui si è dimostrato che nell’estate riferita Chiarina avesse già 12 anni compiuti, e quindi il concepimento avvenne nell’estate del 1897, qualche mese prima che Chiarina potesse compiere i 13 anni, e di conseguenza la nascita dovrebbe esser avvenuta nella primavera del 1898.
Probabilmente gli avvocati dell’accusa sostenevano che vi erano stati rapporti tra i due anche prima che si arrivasse alla gravidanza, cosa che nel processo non si è riuscita a dimostrare.

Ricerca tra gli atti di nascita

Ho provato a scandagliare i registri di nascita degli anni 1896, 1897, 1898 e 1899.
Per l’ipotesi 1 non ho trovato atti di nascita riconducibili a Chiara Maria Paulangelo.
Per l’ipotesi 2 negli stessi anni ho trovato alcuni atti di nascita il cui padre era Nicola Labarile, ma si tratta semplicemente di omonimi, dato che vengono riportati i nomi delle legittime mogli.
L’ipotesi 3 è impossibile da verificare, ma questo avrebbe comportato il trasferimento della ragazza in altro paese, il che non è credibile, anche per un’altra ragione che vediamo a breve.
L’ipotesi 4 è probabile ed eventualmente verificabile: in tutti gli atti di nascita veniva indicato chiaramente quando un bambino veniva abbandonato alla ruota dei proietti o portato all’ufficio del registro civile dalla sola levatrice che manteneva l’anonimato della madre naturale. Ho cercato nella prima metà del 1898 individuando 4 esposti, nati il 29 gennaio, il 7 aprile e il 9 maggio. In assenza di note di rettifica sui relativi atti di nascita è impossibile ricondurli a Chiarina.
L’ipotesi 5 è abbastanza plausibile considerato il periodo storico e la giovane età della ragazza.
L’ipotesi 6 la escluderei in quanto allo scandalo si aggiungerebbe altro scandalo.

Il matrimonio

La vita di Chiarina non si è di certo fermata, e a diciott’anni, è riuscita a trovare un legittimo marito, e non si tratta di Nicola Labarile. Il 12 febbraio 1903 sposò a Santeramo il calzolaio ventottenne Nunzio Giove. Quest’ultimo porta lo stesso nome del padre, deceduto nel 1874 alcuni mesi prima della sua nascita. Il fatto che Chiarina sia rimasta a Santeramo va quindi ad escludere l’ipotesi 3.

Famiglia Giove – Paulangelo
Una nuova famiglia

Ma riuscì ad avere figli dopo il matrimonio con Nunzio Giove?
La ricerca non è semplice, in quanto gli indici degli atti di nascita di inizio 1900 riportano solo nome e cognome dei nascituri, senza indicare i genitori. Mi sono basato sui nomi dei genitori di Nunzio Giove e di Chiara Maria Paulangelo, e ho trovato almeno quattro figli.
Maria Giuseppa Giove, nata nel 1905, si è poi sposata due volte, nel 1931 con Erasmo Sette e nel 1958 con un certo Luigi Vittorio Cremis, un cognome diffuso nel leccese.
Nunzio Vito Giove, nato nel 1906.
Saverio Vito Pascazio Giove, nato nel 1908, si è sposato nel 1941 con Maria Vita Ciccarone.
Filomena Giove, nata nel 1910.
Quindi Chiara Maria Paulangelo ha avuto una nuova vita, e si è spenta il 10/04/1962 a 77 anni.

Fonti consultate

Corriere delle Puglie del 05/07/1902, p. 3
Corriere delle Puglie del 06/07/1902, p. 3

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