Un commerciante di Santeramo nel 1898 e il suo ordine d’acquisto

Solitamente per cartoline postali immaginiamo quei cartoncini con una foto o immagine stampata su un lato, e con un messaggio e l’indirizzo del destinatario sotto al francobollo dall’altro lato. Oltre che spedire un saluto, un ringraziamento, le cartoline postali emesse dalle poste, erano usate anche per altri tipi di comunicazioni. Quando non esisteva Amazon, Postal Market, fax e simili, anche gli ordini commerciali di prodotti viaggiavano per cartolina postale, inventate qualche decennio prima per sostituire le più costose lettere.

Le immagini di sotto le ho scansionata a 600 dpi, poi elaborata con Photoshop riducendo la risoluzione a 300 dpi.

E’ stata spedita da Santeramo. L’affrancatura di color rosso indica Poste Italiane con valore di 10 centesimi di lira. Ma non si tratta di un vero francobollo ma è solo l’immagine stampata sulla cartolina postale. Tale importo rimase invariato dall’introduzione delle cartoline postali in Italia nel 1873 fino al 1919.

Il timbro in rosso indica la data 24 APR 98. Si tratta di domenica 24 aprile 1898

All’Ornatissimo
Cav. Gaetano di Marzo
Tufo (P. di Avellino)

Santeramo in Colle
(P. di Bari)

Egregio Signore,
Sarà compiacente spedirmi a volta di corriere quintali 5 di zolfo a £ 6.20.
Se potrà e crederà farmi un’abbono nel prezzo, essendo un rivenditore, e convenendomi dopo aver sperimentato la sua qualità dello zolfo, farò qualche commissione al di là di quintali 80. Le raccomando la sollecitudine e la ossequio distintamente.

Rocco Viesti
Negoziante

Avevo acquistato questa cartolina da ebay, sapendo solo che era stata spedita da Santeramo a Tufo, località nota per il vino “Greco di Tufo”. Si tratta di un vero e proprio ordine di acquisto di un prodotto particolare e naturale.
Lo zolfo. 100 kg venivano venduti a 1,24 lire, ma quanto valevano nel 1898?
1 lira valeva 4,43€ circa, quindi 6,20 lire equivalevano a 27,46€, non male per mezza tonnellata di zolfo. Fa quasi sorridere la richiesta messa nero su bianco di uno sconto sventagliando l’idea di un successivo acquisto di 8 tonnellate, che sarebbe costato 99,20 lire, circa 440€ odierne.

Ma che ci faceva un santermano con 500 kg di zolfo?
Veniva usato in agricoltura per combattere alcune malattie della vite, la pianta da cui si produce il vino, prodotto di notevole rilievo nelle attività produttive ed economiche di Santeramo tra fine ottocento e inizio novecento.

Sono passato poi all’indagine genealogica riguardo il negoziante. Rocco Viesti viveva nelle vicinanze di Via Iacoviello, e probabilmente nei pressi aveva la sua bottega. Era originario di Cassano delle Murge, dove nacque il 29 luglio 1855. Era figlio di un paretaio di cui continuò il mestiere di costruire i tipici muri a secco del nostro territorio. A Santeramo conobbe la figlia di un suo collega muratore, Rosa Panzarino che sposò il 21 settembre 1878. Passarono gli anni ed ebbero diversi figli. Rocco Viesti cambiò lavoro aprendo un negozio a Santeramo, e per la sua attività di commerciante ordinò lo zolfo indicato nella cartolina.

Famiglia Viesti – Panzarino

 

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