Takashi Kinoshita, maestro di karate

Era la metà degli anni ’90, la mia adolescenza. Alcuni degli amici che avevo iniziato a frequentare in quegli anni mi parlavano della palestra in cui a Santeramo si facevano arti marziali, karate in particolare. Per curiosità, e per riempire uno dei tanti pomeriggi, andai con alcuni amici a seguire una di queste lezioni, in cui mi aspettavo botte da orbi ma che invece insegnavano disciplina e controllo di forza e movimenti. L’insegnante era conosciuto in tutta Santeramo, un vero maestro giapponese, il rispettato maestro Takashi Kinoshita.
Questo ricordo mi è tornato in mente, ora che sto per partire per il mio secondo viaggio in Giappone. Ringrazio il gruppo Sei di Santeramo se… che tempo fa ricordò il maestro Takashi e Sabrina per la traduzione dal tedesco.

Il maestro Takashi non è arrivato a Santeramo direttamente dal Sol Levante, dove nacque il 21 settembre 1935, ma è passato prima dalla Germania.

Takashi Kinoshita arrivò in Germania nel 1970, dove fu insegnante presso una scuola giapponese a Düsseldorf. Sotto il nome dell’associazione Yu-Shin Kai, che significa qualcosa come “associazione del cuore coraggioso”, volle diffondere il suo Karate-Do in Germania. Takashi Kinoshita è il padre spirituale dello Yu-Shin Kai in Germania. Nel tradizionale Shotokan il maestro Kinoshita ha inserito nuovi elementi dal Jiu-Jitsu e Judo, nonché dal Goju-ryu, e per questo motivo si può parlare di Ju-Shin-Kai Karate.
Nel frattempo, nel 1971, Arnold Triestam, poi diventato 3° dan di Jiu Jitsu, apriva il suo primo dojo, cioè il luogo ove si svolgono gli allenamenti alle arti marziali, a Rath, un borgo a nord di Dusseldorf. Egli veniva dalla Judo Schule Prass Karate, dove dal 1968 insegnava Kiyoshi Ogawa la disciplina del Goju-ryu. Il signor Ogawa sta ancora oggi lavorando presso lo Sportcenter Go-Me-Kan a Düsseldorf. In quegli anni, molti dei suoi allievi, soprattutto jiu-jitsuka, si trasferirono alla Bushido-Düsseldorf Sportschule-Triestram da poco avviata.
Poco dopo anche il maestro Takashi Kinoshita si unì alla Triestram come insegnante di kendo e di karate. Qui ha fondato il gruppo Dojo Karate Bushido Dusseldorf. Allenò per lungo tempo a Dusseldorf. Poi negli anni ’80 si trasferì in Italia.
Uno dei successivi insegnanti alla Triestram, Lazev Pavle, fece visita a Kinoshita nel 1982 a Bari, dove conseguì il 3° dan.

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A Matera col maestro Takashi Kinoshita
A scuola di arti marziali

MATERA – Dal 1974, anno della fondazione, nella Scuola materana di arti marziali Giapponese “Appio Budokai“, sono passati circa 2000 appassionati di queste discipline sportive, che a Matera sono in continuo sviluppo. La scuola sorse per iniziativa dei fratelli Saverio Appio, Vincenzo Appio e Rocco Appio, che avevano appreso l’antica arte giapponese in Germania, dove erano emigrati per motivi di lavoro.
Ritornati in Italia, hanno avviato una scuola-palestra, con diramazioni anche in provincia, che ha acquisito notevoli meriti sportivi in campo nazionale, come nel 1978 che riuscì a conquistare il secondo posto assoluto nel campionato nazionale di judo. “Nella scuola – ci dice Saverio Appio, 3° dan, ossia 3 volte cintura nera di karate – si insegna judo, jiu, titsu e kobudo, quest’ultima l’arte delle armi, mentre lo stile del karate che praticano è lo Shotokan“.
Osservare in palestra ragazzini, giovani e donne alle prese con tanti attrezzi come il Bo, Sai, Kendo (la spada usata dai Samurai) e il Nunchaku (le famose mazzarelle adoperate da Bruce Lee) è un vero spettacolo armonioso anche se apparentemente impressionante, sotto la guida di un maestro giapponese di 35 anni, tutto muscoli e velocità, Takashi Kinoshita, 5 volte cintura nera di karate, che lancia di continuo comandi solo in lingua nipponica.

Takashi Kinoshita
Takashi Kinoshita in una foto del 1981

Le arti marziali non devono essere giudicate pericolose – precisa il maestro Appio – rientrano in discipline sportive difficili ed impegnative, ma complete per lo sviluppo del fisico, per la difesa personale e col tempo si acquisisce pure il controllo del proprio carattere e quindi più personalità“.
I corsi sono frequentati da numerose donne, alle quali, tra l’altro, il karate soprattutto, è lo sport principe per i problemi della linea. Una attività quella della scuola materna, di successo, tant’è che i titolari ed alcuni maestri del settore di Milano hanno di recente costituito una nuova Federazione, la Fenami (Federazione Nazionale Arti Marziali Italia) che domenica prossima, proprio a Matera nella palestra del XXI Settembre, terrà le finali del 1° Campionato italiano individuale ed a squadre di karate, con la partecipazione di atleti provenienti dalla Lombardia, Calabria, Campania e Puglia.
Le domande di iscrizioni ai corsi sono in aumento; nei mesi di ottobre e novembre se ne registrano 50, ma ci sono dei problemi per la scuola, quella dei locali. “Gravi, purtroppo, – sottolinea Saverio Appio –: a fine anno saremo sfrattati e ci necessitano dei locali per continuare l’attività. Ci auguriamo che le autorità comunali ci mettano a disposizione magari i locali sottostanti la gradinata dello stadio XXI Settembre, anche se per il momento le prospettive di una risposta positiva non sono rosee, ma speriamo bene“.

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 12/11/1981, Pasquale Montesano, p. 27

Karate – Successo di atleti pugliesi

ALTAMURA – (V.Q.) Affermazioni sono state conseguite da giovanissimi atleti altamurani alle finali dei campionati nazionali di karate indetti dalla federazione nazionale di arti marziali disputatisi a Milano.
Il “Nippon club Altamura” sotto la guida del maestro Saverio Appio, 3° dan ha ottenuto i seguenti piazzamenti: Kata (Forma) Nicola Romano e Biagio Ferrandina I e II classificato cintura blu categoria ragazzi, Michele Quattromini, Francesco Santo e Francesco Pennacchia I, II e II cintura blu speranze, Francesco Giannulli 3° per la cintura blu della categoria juniores; Kumite (comb. libera): Giuseppe Giaconelli, III classificato cintura marrone-nera categoria senior.
Anche il “Japan Club di Santeramo” sotto la guida del maestro Takashi Kinoshita, 5° dan, ha conseguito notevoli successi. Nel Kata (Forma) Francesco Tritto è stato il 1° nella cintura arancione nella categoria juniores, Antonio Ricciardi 1° nella categoria speciale e Luca Cici 3° nella categoria ragazzi.

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 22/11/1983, p. 12

Nel bosco comunale
Le arti marziali di scena a Gravina

GRAVINA – Ancora alla ribalta la palestra Sakura Club Karate di Gravina. L’attività non si limita solo alle gare regionali o interregionali, bensì alla dimostrazione pratica di karate di cui spesso gli atleti e i loro maestri sono gli artefici. Presso il Bosco Comunale di Gravina, alla presenza di un folto pubblico che ha applaudito in continuazione, i karatechi si sono avvicendati con dimostrazione di difesa personale guidati dal maestro Giuseppe Deredità (2° dan), con i suoi cinque allievi, cintura nera Giuseppe Lorusso, Angelo Lorusso, Luigi Piccininno, Salvatore Rosano e Antonio Bellino.
Il maestro Deredità si è anche esibito in un kata di alto livello chiamato Unslihd e Sanchin. La brillante manifestazione è stata onorata dalla partecipazione del maestro giapponese Takashi Kinoshita (5° dan), della palestra Japan Club di Santeramo.
Il programma della serata era stato aperto con la ginnastica, difesa personale e arte marziale. Va ricordato che le rappresentative di Gravina e Santeramo sono sempre in prima fila in gare regionali e si esprimono al massimo delle loro capacità dimostrando di quanto può valere la cintura nera. Nelle due palestre affluiscono numerose iscrizioni e adesioni per l’encomiabile dedizione dei dirigenti fra i quali merita anche una menzione Vito Capurso per la sua intramontabile esperienza. Al termine delle gare medaglie, coppe e premi per tutti

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 14/08/1988, V.N., p. 12

Bimbi sul tatami: è spettacolo
Santeramo, col kata anche lezioni di lingua giapponese

SANTERAMO – Successo di pubblico e grande spettacolo per il primo campionato interfederale di karate stile shodokan, organizzato dal Karate Club Okinawa. Al palazzetto dello sport c’erano un centinaio di atleti dai 5 ai 22 anni per incontri di kumite e kata.
Erano presenti il maestro Takashi Kinoshita – un 6° dan – insieme agli istruttori Copeta, Silletti, Cardasco, Lorusso, e Elisabetta Volpe.
Vincitore sul tatami fra i più piccoli, per la specialità kata Vito Leone, di sei anni, e il guizzante albanese Gerald Korc; per la specialità del kumite, Oronzo Leone e Sandra Copeta. Nella fascia dagli 11 ai 13 anni, Ernesto Paolangelo (kumite) e Gino Copeta (kata). Per i più grandicelli, infine, Raffaele Lassandro.
Domenica Santeramo ha archiviato per qualche ora calcio, basket e volley: gli sportivi sono rimasti affascinati da uno sport – lo shodokan – decisamente inconsueto e diverso. Per le arti marziali orientali c’era viva attesa. Sin dall’inizio di maggio sono in svolgimento corsi di kendo (la scherma con le spade di bambù). Alle attività agonistiche affiancate lezioni di lingua giapponese.
Notevole il successo di pubblico, sorpreso dalla simpatica grinta mostrata dai ragazzini alle prese con i complicati cerimoniali giapponesi.

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 11/06/1997, R.L., p. 30

Arti marziali, domenica
Trofeo Acsi a Bari

Il comitato provinciale Acsi di Bari con il patrocinio del Comune ha organizzato il 1° torneo di arti marziali che si svolgerà domenica con inizio alle ore 8 presso il palazzetto dell’Amatori Volley in strada S. Caterina.
Nella manifestazione che ha carattere propagandistico e promozionale saranno impiegati numerosi atleti di karate e judo, con dimostrazioni di aikido eseguite dalle allieve di Agnese Barbone, di ju-jutsu (m° Saverio Appio), di kobudo (m° Takashi Kinoshita) e full contact (Piero Capriati della Sankaku Bari)
Le società partecipanti sono: Centro Judoistico Sankaku Bari; Kyohan Bari; Japan Club Santeramo; Nippon Club Altamura; Sakura Club Gravina; Karate-do Laterza; Karate Club Okinawa Genzano (MT); Karate-do Monteparano (TA); Judo Kwai Bari e Budo Club Bari.
Momento interessante della manifestazione la competizione nel kumite a squadre degli atleti del m° Takashi Kinoshita c.n. 5° dan della Japan Santeramo, del m° Saverio Appio c.n. 4° dan della Nippon Club Altamura e la formazione della Kyohan Bari del m° Vito Simmi c.n. 5° dan nonchè responsabile del centro di alta specializzazione della Fitak

tratto e adattato da La Gazzetta del Mezzogiorno del 20/02/1987, p. 20

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La notizia della sua morte arrivò di colpo il 22 ottobre 1997, aveva 51 anni.

Gli amici più stretti ne conservano una foto in ricordo, sul cui retro è riportata questa frase: “Il tuo grande affetto che hai avuto per noi, la tua forza, il tuo tenace impegno fino all’ultimo giorno, nell’insegnamento del karate. Questo è il ricordo, Maestro, che rimarrà sempre per noi allievi e amici tutti“.

Fonti consultate

Takashi Kinoshita, Otto Alexander Walter, Kampfkunst-Board, 22/05/2012
Herkunft und Geschichte, Ju-schin-kai
Sei di Sateramo se…, Gruppo Facebook

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