Il pericoloso mestiere del fuochista e la tragedia della famiglia Dell’Erba

Ci sono storie che si possono solo immaginare, intuire da alcuni segni e poche tracce, non scritte o tramandate nel tempo. Almeno da quando il nostro paese era abitato in gran parte santermani e qualche “forestiero“.

La storia che introduco è quella di una tragedia, doppia, due drammi che ho rintracciato semplicemente intuendo l’accaduto da diversi elementi scritti negli atti anagrafici dei protagonisti. La famiglia di Antonio Dell’Erba, un cognome non comune a Santeramo, che ha attirato la mia curiosità e iniziamo a vedere come.

Antonio non era originario del nostro paese, era un “forestiero“, non so dove nato ma sicuramente intorno al 1818 e poi passato da Turi, la cittadina nota per le ciliegie ferrovia.
Aveva sposato Elisabetta Spinelli, detta anche Isabella. Al primogenito intorno al 1844 venne dato il nome del nonno, Carlo Dell’Erba. A Turi nacque intorno al 1848 Isabella Maria Filomena Dell’Erba. In seguito nacquero anche Giacomo Dell’Erba e Antonia Dell’Erba, intorno al 1854 e al 1858 circa.

Antonio probabilmente viaggiava molto, cambiava spesso paese per via del suo lavoro, un lavoro particolare legato alle feste paesane. Antonio era un “fuochista“. Se inizialmente avevo pensato che si trattasse di qualcosa legato ai treni o alle macchine a vapore ho poi capito che si trattava dell’arte di fabbricare e vendere fuochi pirotecnici. Infatti la ferrovia a Santeramo arrivò a fine diciannovesimo secolo, e il periodo di cui parlo è lontano vari decenni.

La coppia di Antonio ed Elisabetta, con i loro figli, si trasferì da Turi a Santeramo. In poco spazio vivevano famiglie numerose, come quella di Antonio ed Elisabetta. Nel nostro paese nel 1858 nacque un’altra figlia, Domenica Rosa Maria Dell’Erba. E com’era normale la casa accoglieva sia la famiglia e sia l’attività del padre. Una casa e bottega in cui le faccende quotidiane condividevano gli spazi con micce, polveri pirotecniche e sostanze chimiche del padre fuochista.

La tragedia del 1859

Passò un po’ di tempo, arrivò l’estate dell’anno dopo. Era luglio, probabilmente un torrido luglio che ben possiamo immaginare, senza un fil di vento e nessuna nuvola all’orizzonte. Il pomeriggio scorreva, col caldo in cui pochi vogliono avventurarsi in giro. Era il 1859, la torre della Chiesa di Sant’Erasmo da anni era ancora priva del suo completamento, che arriverà solo il secolo dopo. Erano circa le 16 del 24 luglio, un mercoledì come tanti altri, che vide accendersi la scintilla della tragedia.

Questo è quanto sono riuscito a capire partendo da una indicazione trovata in uno dei registri anagrafici. Solitamente in questi registri si trovano i dati di età, mestiere e i nomi dei genitori. Non si trova mai indicata la causa di decesso. E in questo documento vi è una eccezione.

Atti di Morte di Santeramo in Colle del 1859

Ci fu un incendio. In due pagine adiacenti sono indicati i nomi delle vittime, la madre Elisabetta Spinelli, riportata come Isabella, e della figlia più piccola, Domenica Rosa Maria Dell’Erba chiamata semplicemente Domenica. Il luogo dell’incendio non sono riuscito a determinarlo, ma era sicuramente a Santeramo.
Il destino strappò Elisabetta dalle braccia di Antonio quando aveva 40 anni e la piccola Domenica Rosa Maria ad appena quindici mesi.

Ma la vita deve andare avanti, e poco dopo Antonio sposò Vita Maria Morgese, figlia di Eustachio Morgese. Non sono certo che fosse di origini santermana in quanto tra il 1859 e gli anni successivi non ho trovato il loro atto di matrimonio. Dalla loro unione nel 1862 nacque Eustachio Pietro Dell’Erba, deceduto tre settimane dopo e nel 1863 nacque la piccola Domenica Rosa Dell’Erba, un nome dato in memoria della piccola sorella scomparsa quattro anni prima. E nel maggio del 1866 arrivò un’altra bimba, Addolorata Maria Dell’Erba, anche in questo caso un nome scelto ricordando l’accaduto di sette anni prima. Nacque in Strada San Domenico.

La tragedia del 1866

Antonio non lavorava da solo. A Santeramo c’era un altro fuochista, anche più esperto. Vitantonio Fortunato nacque a Turi 60 anni prima, intorno al 1806, ed era figlio naturale di Maria Fortunato, cioè era nato da un rapporto al di fuori del matrimonio.

Era una calda estate, una di quelle torride estati in cui si dorme completamente scoperti con le cicale che continuano imperterrite nel loro canto. Non si può fare a meno di sentirle, con finestre aperte e il canto che entra in casa in piena notte. Immagino così la situazione di quella notte.

Questa premessa per far capire quello che stava per accadere nella notte tra il 9 e il 10 agosto. Un altro dramma.
Era il 1866. Da pochi anni, dopo l’Unità d’Italia, Santeramo era diventata “Santeramo in Colle” con l’aggiunta di quella connotazione topografica che portiamo fino ad oggi.

Era buio, una notte in cui le stelle puntellano il cielo e la luna nuova mostra la sua faccia oscura. Erano circa le ore 2 in Strada San Domenico. Improvvisamente l’oscurità si tinse di rosso fuoco e le fiamme portarono via cinque anime. Una nuova tragedia colpì la famiglia Dell’Erba. Negli atti questa volta non è indicato che si trattò di un incendio, ma quattro figli di Antonio e il collega fuochista risultano aver perso la vita nello stesso orario. Persero la vita alcuni dei figli nati dalle prime nozze tra Antonio ed Elisabetta Spinelli. Isabella Maria Filomena Dell’Erba, riportata come Elisabetta, aveva appena 18 anni, Giacomo Dell’Erba aveva circa 12 anni e Antonia Dell’Erba ne aveva circa 8. Perse la vita anche la piccola Domenica Rosa Dell’Erba ad appena 3 anni. E nemmeno Vitantonio Fortunato nulla potè contro la furia delle fiamme che per tanti anni aveva domato.

Indice degli Atti di Morte di Santeramo in Colle del 1866

L’immagine qui sopra, l’indice sequenziale in cui compaiono i fratelli Dell’Erba è stato l’elemento da cui è partita la mia ricerca, in cui ho trovato la traccia di questa tragedia del 1866 per poi trovare anche la prova del precedente dramma del 1859.

Antonio Dell’Erba rimase a Santeramo e da Vita Maria Morgese ebbe altri figli, Eustachio Dell’Erba nato privo di vita nel 1876 ed Isabella Dell’Erba nel 1877, nati in Via Annunziata.

Il primogenito, Carlo Dell’Erba, nonostante l’accaduto, seguì le orme del padre diventando anche lui fuochista. Si sposò nel 1870 a Santeramo con Angela Di Filippo ed ebbe diversi figli.

Famiglia Dell’Erba

Ci sono mestieri che sono più pericolosi di altri. Quello del fuochista, di chi ha a che fare con fuochi pirotecnici e polveri esplosive, è sempre stato tormentato da tragici eventi. Andare lontano nel tempo è un modo per dar voce a chi non è stato ricordato in alcuna maniera finora.

Conoscete altri particolari riguardo queste vicende? Contattatemi.

Fonti consultate

Gli Archivi per la Ricerca Anagrafica, ITALIA, Archivio di Stato di Bari, Stato civile italiano, Santeramo, Morti, 1866
Gli Archivi per la Ricerca Anagrafica, ITALIA, Archivio di Stato di Bari, Stato civile italiano, Santeramo, Morti, 1866
Bici per fuochi d’artificio, ilbiciclista2014, 30/01/2016, consultato il 08/10/2017

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