L’indipendenza di Santeramo nel Medioevo

La Santeramo che conosciamo è principalmente ottocentesca, con i palazzi storici che vediamo sulle strade principali e nella “sanderm vecchie“. Ma guardando bene ci sono segni di un passato ben più lontano, a partire dalla Chiesa di Sant’Erasmo e dal Palazzo Marchesale, eretto in forma di castello e poi rimaneggiato nei secoli.
Quello di seguito è una piccola parte della più lunga considerazione scritta dal Prof. Vito Zullo alcuni anni fa, in cui parla anche della nascita del nome Santeramo a partire dal Medioevo.

Tempo ho scritto altri articoli riguardanti il territorio di Santeramo e delle lotte dei contadini per ottenere la possibilità di coltivare le terre nella zona delle Matine ed ottenere quindi una certa indipendenza economica. Quello che trascrivo di seguito può considerarsi uno dei punti finali di queste vicende, il fascicolo del 1926 relativo al processo riguardante le usurpazioni demaniali dei primi anni del novecento, in cui per delineare il quadro è stata descritta una parte della storia medievale di Santeramo, con citazione di documenti che hanno reso Santeramo indipendente dai comuni vicini.

Ringrazio mio zio Enrico Labarile per avermi fatto leggere questo interessantissimo documento di cui completerò la trascrizione prossimamente.

Gli anni del duecento erano quelli in cui a regnare nella zona era Federico II di Svevia, citato da Giulio Petroni che si rifà alle parole di Michele Garruba di cui avevo già trascritto la parte su Santeramo.

Abbiamo incontrato anche un nome poco noto ai santermani ma più conosciuto agli acquavivesi, quello della famiglia De Fontanellis.

Un documento originale del 1220 è presente anche nell’Archivio Caracciolo Carafa conservato a Bari, come anche alcune pergamene del 1375 e del 1406.

A Re Ladislao è dedicata una strada del centro storico che porta a Piazza Garibaldi.

Avevo letto di sfuggita un paio di anni fa una interessante relazione sulle fasi storiche del nostro paese su SanteramoLive, ma ora quella pagina non è più accessibile.

Anche un annuario del 1883 parla di Santeramo e della sua antica storia.

Una Santeramo medievale poco conosciuta e con poche tracce, ma che merita di esser riscoperta rendendo disponibili quanti più documenti possibili, specie per riconoscimento a quei santermani che hanno lottato per far nascere il paese indipendente di oggi.

Fonti consultate

Le usurpazioni demaniali a danno dei cittadini e del Comune di Santeramo in Colle, Avv. Nicola Tommaso Lopez, Officine Grafiche F.lli Laterza & Polo, Bari, 20 maggio 1926, p. 7-12
Gente senza Storia, Vito Zullo, SanteramoLive, 27/10/2009, consultato il 02/10/2017
Annuario storico statistico commerciale di Bari e provincia, 1883, p. 321
Archivio Caracciolo Carafa di Santeramo, Fondo Santeramo, p. 223, 13, 17, 175, 228, 59
Della storia di Bari dagli antichi tempi sino allo’anno 1856, Volume 1, Giulio Petroni, Stamperia e cartiere del Fibreno, Bari, 1857, p. 318
Codice Diplomatico Barese, vol. I, n.56, p.109-110, n. 64, pp.122-123n.85, p.161-163n.87, p.164-165n.100, pp.186-187n.102, pp.189-190n.107, pp.197-202, vol.II, n.47, p.114-115

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