Il morbillo colpisce in treno

Oltre un secolo fa le strade ferrate aiutarono ad avvicinare città distanti. A bordo di treni si potevano raggiungere luoghi in molto meno tempo che utilizzando cavalli o carrozze. E sui vagoni si potevano consumare anche drammi come questo, descritto in un trafiletto di cronaca locale.

Stazione di Palazzo San Gervasio, Potenza

Bimbo morto in treno

GRAVINA 20. – (Borraccia) La donna Caterina Fraccalvieri da Santeramo, mentre ieri viaggiava in treno, di ritorno da Palazzo S. Gervasio, dov’era stata a trovare il proprio marito, fra la stazione di Poggiorsini e la nostra, la si ebbe dolorosa sorpresa di vedersi morire fra le braccia un suo bambino di otto mesi affetto da morbillo.
La povera donna, appena giunto il treno nella nostra stazione alle ore 12.20, si affrettò a denunziare il triste caso a questo sig. Capo stazione, il quale fece chiamare urgentemente i distinti dottori Francesco Savino e Pietro Savino e dopo fatta constatare da essi la morte del bambino, lo fece portare in paese, ove, a cura dell’Ufficio di piazza, fu presto fatta una piccola cassa e fu deposto il cadaverino nella sala mortuaria

tratto e adattato dal Corriere delle Puglie del 22/12/1907

Ho provato a cercare nei registri di morte di Santeramo e Gravina intorno al 20 dicembre 1907 ma non risultano tracce di bambini la cui madre era chiamata Caterina Fraccalvieri. Una triste vicenda come molte ce n’erano in un periodo di grandi cambiamenti.

Fonti consultate

Corriere delle Puglie del 22/12/1907

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