La vendetta di un marito

Gelosia e onore d’altri tempi.
Questo articolo che trascrivo risale ad inizio novecento. Narra una vicenda di gelosia e descrive gli sviluppi che ci sono stati dal punto di vista giudiziario.

Corriere delle Puglie del 10/03/1902, p. 2

Leggendo l’articolo che segue io stesso son rimasto a dir poco sconcertato, sia per come si sono evolute le cose ma anche per i toni utilizzati dal giornalista, che rappresentano una diversa concezione che si aveva all’epoca della giustizia. In seguito ho rintracciato anche i legami parentali che c’erano tra le persone coinvolte dal punto di vista genealogico.

 

Corriere delle Puglie del 19/11/1902, p. 3

Si tratta di una vicenda che si è conclusa con un verdetto che oggi sarebbe assurdo, in cui è stato in sostanza legittimato un duplice omicidio. Tra gli avvocati abbiamo visto il nome di Raffaele Bovio, a cui la città di Bari ha dedicato una via.

Ad inizio articolo il giornalista parla di un matrimonio duraturo trascorso tranquillo. Questo lo metto in dubbio analizzando gli atti civili di quegli anni. Dopo il matrimonio di Giovanni Stano e Chiara Dimita risulta che essi abbiano avuto 3 bambini, ma che purtroppo siano deceduti tutti ancora neonati. In quegli anni la mortalità infantile era ancora un problema.
Con queste tragiche vicende alle spalle immagineremmo che Giovanni Stano abbia vissuto in solitudine il resto della propria vita. Tutt’altro. Il verdetto lo ha scagionato e in meno di due anni si è risposato. Divenne sua seconda moglie Maria Cristina Cianciotti, vedova di Pietro Plantamura

Famiglia Stano-Dimita
Famiglia Stano-Dimita
Fonti consultate

Corriere delle Puglie del 10/03/1902, p. 2
Corriere delle Puglie del 12/03/1902, p. 2
Corriere delle Puglie
del 19/11/1902, p. 3

Precedente Un delitto misterioso nel 1888 Successivo Per la prima volta in Bari grande partita del Football