Primo Maggio, festa del lavoro santermano

 

Qualche settimana fa, chiacchierando con mio zio, Enrico Labarile, ho scoperto che qualche tempo fa ha scritto anche lui degli articoli, per il giornale dell’Università della Terza Età che ha frequentato fino a qualche anno fa. Mi ha fatto quindi sfogliare alcuni numeri de La Terza Pagina. Nel 2006 scrisse un paio di articoli che qui ripropongo riguardanti la Festa del Lavoro, e un aneddoto accaduto a Santeramo negli anni trenta, in pieno periodo fascista.

La Terza Pagina, Università della Terza Età di Santeramo, Enrico Labarile, maggio 2006, p. 8
La Terza Pagina, Università della Terza Età di Santeramo, Enrico Labarile, maggio 2006, p. 3

In effetti mio zio ha ragione, ormai si aspetta il Primo Maggio per il “ponte” per poter evitare di lavorare, per far vacanza e potersi rilassare. Ma in effetti non ci rendiamo più conto delle condizioni terribili a cui molti uomini e donne sono stati costretti prima di noi per poter sostentare se stessi e la propria famiglia. Il lavoro a cui il Primo Maggio dovrebbe mostrare riconoscenza.

Fonti consultate

La Terza Pagina, Università della Terza Età di Santeramo, Enrico Labarile, maggio 2006, p. 3
La Terza Pagina, Università della Terza Età di Santeramo, Enrico Labarile, maggio 2006, p. 8

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