Masseria Galietti e la sua eredità per Santeramo

Ci sono famiglie che hanno lasciato non solo un segno ma qualcosa di sostanzioso per Santeramo: una eredità. Forse non vi dirà molto il cognome Sangirardi, ma vi sarà forse più familiare il cognome Galietti.

A nord di Santeramo, in direzione Acquaviva, si trova la Masseria Galietti, edificata nel 1767, circondata da un bosco che la rende un’oasi verde, un’ampia pineta di circa 20 ettari racchiusa da un grande muraglione.

La masseria si eleva su tre livelli, mentre i locali annessi sono addossati ai muraglione dove è ubicato l’ingresso di una Chiesetta rurale dedicata a S. Raffaele.

L’intera residenza rappresenta uno splendido esempio di masseria fortificata in un epoca in cui la Borghesia settecentesca riscopre la terra e l’utilità della rendita fondiaria, come è possibile notare dalle alte cinte murarie, testimonianza della bravura dei “paretari”, esperti nel costruire muretti a secco. Inoltre la residenza comprende una casa padronale con piano terra e scalinata esterna a rampe che consente di accedere al primo piano. Termina con un terrazzino e torre di avvistamento dalla quale si possono intravedere gli abitati di Noci, Putignano, Gioia e Santeramo; il tutto immerso in 20 ettari di pineta e di macchia mediterranea. Inoltre la chiesetta rappresenta uno splendido esempio di facciata in stile barocco.
Sulla facciata era presente uno stemma su cui era raffigurato lo stemma della famiglia Galietti ed era incisa la data del 1767, anno di costruzione dell’intera costruzione (lo stemma non è purtroppo più presente; al suo posto esiste soltanto una documentazione fotografica)
“.

Masseria Galietti, Foto Silletti. Ringrazio Raffaele Bongallino per l’immagine.

La proprietà della Masseria Galietti è passata di mano in mano, almeno fino ad inizio novecento, quando in maniera inattesa l’ultima proprietaria, la vedova Angela Galietti, decise di lasciare in beneficenza gran parte dei suoi possedimenti.

Un altro parente fu amaramente sorpreso di questa decisione. Ci furono una serie di processi che terminarono a giudizio della Corte di Appello di Trani. Di seguito la pubblicazione completa dell’atto finale della contestazione di Domenico Galietti contro la cognata Angela Sangirardi. Ho acquistato il fascicolo pubblicato da Laterza tramite la piattaforma eBay riguardante la difesa della Congregazione della carità di Santeramo sostenuta da Emanuele Pettinicchio e il “giovane” Nicola Netti.

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Domenico Galietti e Francesco Gennaro Galietti erano fratelli, figli di Federico Galietti.
Federico Gennaro Galietti era un avvocato. Sposò Angela Sangiradi che nacque intorno al 1829 a Foggia. Ebbero diversi figli, tra cui Federico Giuseppe Raffaele, Giovanna e Raffaella Maria Vittoria, che purtroppo non rimasero a lungo in vita. Ho rastrellato i registri di nascita di Santeramo tra il 1850 e il 1851 trovando tre dei loro atti di nascita.
Angela rimase vedova abbastanza presto, perdendo il marito nel 1871, deceduto a Santeramo.

Famiglia Galietti – Sangirardi

Domenico Galietti provò a contestare le ultime volontà della cognata adducendo spese sostenute ma che non riuscì a giustificare lecitamente.

Nei primi anni ’20 del novecento fu presidente della Congregazione della Carità il pittore Bartolomeo Paradiso. Era stato nominato a tale incarico dal Consiglio Comunale mentre già rivestiva il ruolo di Vice Sindaco e Assessore allo Stato Civile.
Una persona legata alla famiglia Galietti era il dottor Giuseppe Simone, genero di Angela Sangirardi (non sono riuscito ad identificare con esattezza il nome della moglie). Di lui ho recuperato in passato un paio di articoli in cui viene citato.
Il 18 dicembre 1921 il dottor Giuseppe Simone morì . Anche lui lasciò l’eredità alla Congregazione della Carità, denaro per circa un milione di lire. Il denaro era custodito in una cassaforte, dal quale sparì misteriosamente. Proprio Bartolomeo Paradiso scoprì il furto ritrovando nella cassaforte solo 37 lire di bronzo. Durante l’indagine vennero arrestati la domestica di Giuseppe Simone e tre suoi nipoti.

La Congregazione di Carità fu assorbita dall’E.C.A. (Ente Comunale di Assistenza, sciolto verso la fine degli anni ‘80). In seguito, una parte della Masseria e della Chiesetta è passata in proprietà al comune nel luglio 1978.

A Giuseppe Simone è dedicata la piazza del municipio di Santeramo e porta il suo nome anche la Fondazione Città di Santeramo – Giuseppe Simone e Vito Calabrese, la cui costituzione e statuto furono approvati il 7 dicembre 2009 dal Consiglio comunale per la gestione dei servizi sociali non aventi rilevanza economica nel Comune con un fondo patrimoniale di 5000 euro.

La Masseria Galietti attualmente appartiene, almeno in parte, al Comune di Santeramo, e da anni attende una giusta riqualificazione dopo i diversi tentativi avviati nel 2010. Il complesso all’interno è diviso da un muro in tufo che delimita la parte privata e quella di proprietà comunale, per questo motivo sia la cappella che parte della masseria risultano divise in parti uguali. E col tempo che passa l’opera di vandali incide negativamente sulla struttura.
Se devo ammetterlo non l’ho mai visitata. Ricordo quando da bambino percorrevo probabilmente la strada adiacente a quel bosco con lo scuolabus, altri tempi, altre sensazioni. Un tesoro verde per Santeramo.

Fonti consultate

La Congregazione di Carità di Santeramo appellata contro il Sig. Domenico Galietti appellante, Avv. Emanuele Pettinicchio, Nicola Netti, Stab. Tip. Gius. Laterza & Figli, Bari, maggio 1903
Paradiso Bartolomeo: Biografia, Miky, Santeramo.biz, consultato il 10/03/2018
Azzerato il consiglio di amministrazione della Fondazione Giuseppe Simone e Vito Calabrese, SanteramoLive.it, 19/05/2011, consultato il 11/03/2018
Progetto recupero Masseria Galietti, Frap, Comune di Santeramo in Colle, 09/07/2010, consultato il 15/03/2018
Due finanziamenti per bosco Galietti, Comune di Santeramo in Colle, 17/11/2010, consultato il 15/03/2018

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