I mestieri delle donne del 1818-1819

Che lavoro facevano le donne duecento anni fa? Non c’era l’ISTAT e non ho trovato al momento un elenco unico, per questo ho utilizzato una ricerca indiretta. Ho cercato nei registri anagrafici i nomi delle donne adulte e le loro professioni. I primi registri disponibili online sono i registri di matrimonio del 1818 e parzialmente del 1819. Per questo secondo anno c’è anche il registro degli atti di morte. Esiste un altro registro precedente, gli atti di nascita del 1809, ma non viene indicata la professione delle madri.

Per i matrimoni del 1818 ci sono i dati completi delle spose, per i matrimoni del 1819 mancano le prime 16 registrazioni, e per i decessi del 1819 ho considerato solo le donne adulte registrate. Quindi nel giro di un paio di anni ho individuato un bacino indicativo di donne di cui veniva indicato il mestiere. Vediamo quindi il loro ruolo nella comunità. Notiamo innanzitutto una minor varietà di professioni, seppur sempre considerando che l’indicazione di contadina o campagnola è da considerarsi più che altro di facciata, dato che alle donne spettavano i compiti di gestione della casa o collaboravano nell’attività svolta dal marito.

Contadina, 102
Campagnola, 28
Tessitrice, 9 – Antonia Perrone, Francesca Baldassarre, Rosa Francesca Palumbo, Rosa Maria Difonzo, Pasqua Giannelli, Anastasia Dona, Elisabetta Barberio, Anna Gallo, Domenica Perniola
Filatrice, 3 – Mariantonia Baldassarre, Lucrezia Caporizzi, Francesca Pontrandolfo
Civile, 3 – Maria Laterza, Maria Teresa Laterza, Maria Carolina De Marco
Domestica, 2 – Laura Colangiulo, Maria Giordano
Fantesca, 1 – Angela Labalestra
Levatrice, 1 – Vincenza Pavone
Mendica, 1 – Biaggia Larato

Passiamo ora in rassegna alcuni casi particolari. Biaggia Larato risultava “mendica“, cioè era costretta ad andare in giro ad elemosinare per il proprio sostentamento.

Vincenza Pavone era stata una delle levatrici di Santeramo, il cui compito era quello di assistere le partorienti alla nascita, che avveniva in casa.

La giovane Angela Labalestra giunse in matrimonio a 18 anni e risultava svolgere la professione fantesca, quindi che aveva a che fare con attività equestri.

Le donne che facevano parte di famiglie abbienti non svolgevano un vero e proprio lavoro, per cui le si definiva civili. Maria Teresa Laterza sposò Francesco Patroni.

Famiglia Patroni - Laterza
Famiglia Patroni – Laterza

La ventiduenne civile Maria Laterza sposò il ventinovenne farmacista Gabriele Cucuglielli originario di Gravina e già vedovo.
La civile Maria Carolina De Marco, di 36 anni, invece sposò il medico Giovanni Caporizzi, che fu anche sindaco di Santeramo.

Le tessitrici e le filatrici trasformavano la lana in tessuti, con strumenti completamente manuali che ancora oggi si possono ammirare in qualche museo.

Su 129 donne che si sono sposate nel biennio la maggior parte vengono riportate come contadine o campagnole. L’età media delle novelle spose era di soli 23 anni. Tra i matrimoni non c’erano solo prime nozze, ma si contavano anche 19 secondi matrimoni, di vedove che avevano perso il precedente marito. Allora il secondo matrimonio era molto più comune di quel che si possa credere, e l’età media di queste vedove tornate all’altare era di 40 anni circa.
Invece tra le 22 donne decedute nel 1819 vi erano 19 contadine.

La strada di emancipazione delle donne è stata lunga, quando avrò tempo cercherò di recuperare i dati anche per periodi più recenti.

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