Gli studenti santermani all’Università di Bologna a inizio ‘900

L’Università di Bologna è considerata tra le più antiche università d’Europa. Negli ultimi anni ha reso fruibile l’archivio con i fascicoli degli studenti che sono stati iscritti dal 1860 (quindi con l’Unità d’Italia) al 1930 e fino al 1950 per gli iscritti alla facoltà di Agraria. Si possono trovare informazioni che riguardano il nome e cognome, la località di provenienza, il titolo della tesi e la data dell’esame di laurea per i laureati, oppure l’ultima data indicata come frequenza all’Università di Bologna ed eventuali notizie sui precedenti e successivi trasferimenti.

In questo periodo ho quindi individuato alcuni santermani che hanno frequentato la prestigiosa università, vediamo chi erano. Purtroppo non è indicato il loro anno di nascita, per cui ho fatto una stima in base all’anno di frequenza per coloro di cui non son certo circa l’identità.

Il primo fu Francesco Antonio Tangorra, laureatosi in Medicina e Chirurgia il 29 novembre 1900 con una tesi intitolata “La sifilide ossea acquisita“. Potrebbe essere il padre di Vito Tangorra (1914-1987).

Guerrino Fraccalvieri invece era iscritto a Lettere e si laureò il 27 giugno 1905 con “La teoria dell’inconoscibile e l’accordo tra religione e scienza secondo Herbert Spencer“. Il suo nome risulta essere associato alla Società Filologica Romana come padre barnabita.

Michele Caporizzi, nato nel 1885, era figlio del notaio Giovanni Caporizzi e di Maria Labriola. Si laureò in Medicina e Chirurgia il 29 novembre 1920 presentando una tesi intitolata “Sul cancro del retto“.

Nella stessa facoltà il 19 novembre 1932 si laureò Filippo Perniola, presentando una tesi sui “Rapporti fra funzioni delle paratiroidi e malattie calcioprive“.

C’è anche spazio per una donna: Elena Valentina Silvano nacque nel 1900 e il 27 dicembre 1923 si laureò in Farmacia. Quattro anni dopo, sempre a Bologna, sposò il ragionier Giorgio Colliva.

Antonio Tangorra il 5 novembre 1935 si laureò in Agraria parlando de “L’asino di Martina Franca“.

Questi sei santermani hanno iniziato il percorso Universitario a Bologna riuscendo a concluderlo con successo. Vi sono anche altri che da Bologna sono passati, o provenendo da un’altra università oppure lasciando l’ateneo romagnolo per altra destinazione.

Raffaele Porsia era iscritto al quarto anno di Medicina e Chirurgia prima di trasferirsi il 28 novembre 1925 all’Università di Genova.

Francesco Labarile era giunto al secondo anno di giurisprudenza per poi trasferirsi all’Università di Roma il 16 dicembre 1929.

Michele Colonna aveva prima frequentato un corso fino al secondo anno di Scienze Fisiche e Matematiche all’Università di Modena per poi cambiare tutto e ricominciare dal primo anno di Giurisprudenza a Bologna. Nemmeno qui trovò la sua collocazione ideale e il 13 dicembre 1909 predilisse l’Università di Urbino.

Bartolomeo Bianchi aveva frequentato all’Università di Bari fino al terzo anno per poi continuare alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna dove giunse al quarto anno, prima di cambiare nuovamente alla volta dell’Università di Padova il 24 agosto 1930.

Storia diversa per Michele Musci, immatricolatosi a Bologna al primo anno di Farmacia nell’anno accademico 1906-1907 ma che probabilmente non riuscì a proseguir gli studi.

Antonio Colonna aveva iniziato a frequentare la facoltà di Matematica di Matera che poi lasciò e si immatricolò a Bologna in Agraria nell’anno accademico 1914-1915 senza concludere la carriera universitaria.

Molti sono i ragazzi e le ragazze che hanno studiato rimanendo vicini a Bari. Un in bocca al lupo a chi dedica il suo tempo allo studio e soprattutto a chi ha la possibilità di contribuire allo sviluppo culturale della Murgia.

Fonti consultate

Amici della Genealogia, Gruppo Facebook
Fascicoli degli Studenti, Università di Bologna. consultato il 11/08/2017

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  • Raffaele Bongallino

    Sembra che alcuni hanno esercitato la professione a Santeramo: dott. Bianchi Bartolomeo, agr. Francesco Antonio Tangorra, avv. Francesco Labarile.