Giuseppe Nuzzi (1898-1933), Legionario di Fiume

Sulla facciata principale del nostro Municipio è apposta una lapide alla memoria di Giuseppe Nuzzi.
Ma chi era costui? Ho trovato una breve biografia nei libri di Adolfo PorfidoGiulia Poli Disanto che ci descrivono la sua vita.

Famiglia Nuzzi-Cardinale
Famiglia Nuzzi-Cardinale

Giuseppe Nuzzi nacque il 19 novembre 1898 da Vitantonio Nuzzi e Francesca Cardinale. Tra i suoi vari fratelli e sorelle nel 1911 nacque Jolando Nuzzi, poi diventato vescovo. Dalla biografia di quest’ultimo sembra che Giuseppe Nuzzi venisse comunemente chiamato col nome di Peppino.
Ottenne il diploma di ragioneria e frequentò a Bologna la facoltà di Camera e Commercio. Era a pensione con altri amici nella casa di una signora.
Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale del ’15-’18, in Italia ci fu una fiammata di entusiasmo tra tanti giovani che, pur non essendo maggiorenni, si arruolarono come volontari per partire per il fronte. Tra questi ci fu anche il nostro Giuseppe Nuzzi con il suo gruppo di amici, e lasciati gli studi a Bologna, dove era iscritto alla facoltà di Economia e Commercio, a 19 anni era già tenente al fronte nella Brigata di Fanteria “Regina”.

Quando finì la guerra continuò a far parte della stessa Brigata “Regina”. Con tutto il suo battaglione partecipò alla marcia di Ronchi, donde Gabriele D’Annunzio, come comandante con un gruppo di granatieri e arditi, partì alla conquista di Fiume. A tarda sera del 12 settembre 1919, l’agenzia Stefani dava la comunicazione:
Secondo notizie giunte nel pomeriggio, alcuni reparti di granatieri e nuclei di arditi con mitragliatrici e autoblindate, sono partiti da Ronchi, e sono giunti a Fiume a mezzogiorno. Da Fiume non è segnalato alcun disordine. Il governo ha dato le più energiche disposizioni, perchè il movimento venga subito arrestato e perchè siano ricercate le responsabilità di un atto così inconsiderato e dannoso“.

Gli arditi
Gli arditi

Conquistata Fiume d’Italia, il Tenente Nuzzi fu congedato con l’intero “suo” battaglione.
Tornò a Bari e si iscrisse all’Istituto Superiore di Scienze Commerciali, che era allora l’unica scuola universitaria esistente nel 1920 a Bari e lavorò molto nel Comitato della Lega Dalmata, che era sorta per ottenere italiana tutta la Dalmazia.
Carico di nobili idee e sani principi contro il disordine imperante nel tempo, nel 1920 fu tra i primi ad iscriversi al Partito Nazionale Fascista, che si proponeva di rimettere ordine e di difendere le glorie patrie contro le violenze dei sovversivi rossi e dei teppisti anarchici.

Ma appena si rese conto che col partito unico imposto da Mussolini veniva ferito a morte il regime democratico e la libertà di un paese libero, come l’aveva sempre sognato quando era ancora studente a Bologna, non rinnovò più la tessera.
Quando venne fascistizzato tutto, compreso il “Circolo dei professionisti e studenti universitari”, il Tenente Nuzzi con un folto gruppo di amici che non sopportavano la politicizzazione perfino di un libero ritrovo, come da sempre era stato quel circolo, ne aprì un altro molto più modesto in Via Ladislao ove liberamente si poteva chiacchierare senza alcun controllo da parte dell’O.V.R.A che si annidava dappertutto per controllare chi parlava contro il regime.

Morì il 4 agosto 1933 in seguito a mali contratti durante gli anni di trincea. I familiari vollero donare al Circolo le insegne del brevetto della marcia di Ronchi. Nei giorni successivi alla sua morte gli fu dedicato uno spazio su La Gazzetta del Mezzogiorno in cui si descrive poco o nulla della sua vita ma più che altro si fa sentire la presenza della sudditanza fascista dell’epoca. Un gruppo notevole di amici si fece promotore perché sulla facciata del Comune fosse affissa una lapide che ricordasse ai posteri i suoi esempi di vero patriottismo e di alta umanità. L’anno successivo fu apposta davanti al Municipio una lapide che riporta:

In memoria di Giuseppe Nuzzi
Tenente Legionario Fiumano combattente incomparabile per umanità giustizia fede

Dopo l’aggettivo combattente è presente in rilievo l’aggettivo fascista, che però è stato cancellato probabilmente a causa del reato di apologia al fascismo.
In Giuseppe Nuzzi “il pensiero e l’agire si incontrarono e si fusero in una grande dirittura morale e perciò sulla superficie delle cose e degli eventi della sua età. egli si sforzò di far prorompere sempre dal suo cuore una grande luce per gli ideali della famiglia e della patria

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Da Santeramo

La morte di un legionario fiumano

SANTERAMO, 12.
L’altro giorno è deceduto il grande invalido di guerra, legionario fiumano rag. Giuseppe Nuzzi.
Appena diciottenne fu combattente in difesa della Patria. In seguito si arruolò volontario fra i legionari fiumani e fu con Randaccio. Si distinse molto in varie imprese belliche, animato sempre dal grande amore verso la Patria. Fu veramente un prode che mai menò vanto delle sue virtù militari. Per le sue non comuni doti era amato e stimato dai concittadini e da quanti ebbero il piacere di conoscerlo. La sua morte ha addolorato profondamente i Mutilati ed i Combattenti di Santeramo in modo particolare, nonchè la popolazione intera, senza distinzione di classi.
I funerali si svolsero in forma semplice e solenne. Vi parteciparono con i vessilli i Mutilati, i Combattenti, il Fascio ed altre associazioni. Il corteo, al quale parteciparono tutte le autorità, rappresentanze di Avanguardisti e di Giovani Fascisti, percorse le principali vie della città fra due fitte ali di popolo, mentre la banda eseguiva marcie funebri e l’inno del Piave.
Al cimitero parlarono il prof. Anelli ed il presidente dei Combattenti e segretario del Fascio Colonna, esaltando le virtù militari e civili del compianto legionario, che fu vero e semplice eroe della nostra grande guerra. Infine, fra la generale commozione, il segretario del Fascio fece l’appello del camerata Nuzzi, che resterà sempre presente nel cuore e nel pensiero di coloro che amano la Patria.

tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 13/08/1933, p. 6

A Santeramo

Lapide presso il Municipio di Santeramo in Colle
Lapide presso il Municipio di Santeramo in Colle

SANTERAMO, 5.
Dopo un imponente corteo si recò nella Chiesa matrice dove l’arciprete celebrò la messa in onore dei Caduti.
Finita la messa il corteo si recò a rendere omaggio al Parco della Rimembranza dove vennero deposte due corone di fiori offerte una dal Fascio e l’altra dai Combattenti. Il Comandante la Milizia con vibranti e forti parole rievocò il valore della Vittoria e ricordò al popolo il prezioso contributo di sangue versato dai nostri figli durante la Grande Guerra.
Infine in Piazza Municipio dinanzi alla lapide della Medaglia d’Oro colonnello Carlo Guadagni fu pure deposta un’altra corona, offerta dal Comune. Dopo la cerimonia si inaugurò la lapide alla memoria del valoroso concittadino tenente fiumano Giuseppe Nuzzi, fascista della Vigilia e combattente. Dopo la benedizione fatta dall’arciprete Morgese, il cav. avv. Giuseppe Giampetruzzi parlò della vita e delle doti di mente e di cuore, di cittadino e di soldato dello Scomparso illustrando la sua passione per la Vittoria e per la Causa Fiumana. Parlò anche del commemorato il camerata Vito di Santo. Finita la cerimonia il corteo si sciolse in prossimità della sede del Fascio.

tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 06/11/1934, p. 7

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La fascia superiore della cornice è sormontata da un’aquila ad ali spiegate che cinge due rami di alloro tra gli artigli.

Fonti consultate

La Gazzetta del Mezzogiorno del 13/08/1933, p. 6
La Gazzetta del Mezzogiorno del 06/11/1934, p. 7
Alcuni figli benemeriti di casa Nostra: Santeramo, P. Adolfo Porfido, Litotipografia Vitorchiano Poziello, 1992, p. 257
Cara madre ti faccio sapere…, Giulia Poli Disanto, 2005, p. 126-127
Guido Keller, Fiume e l’avventura dei legionari, Ben, Signal, 20/02/2011

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