Giove e Massaro, onore e soccorso fraterno

Era il 1893. Sembra che in paese il ventenne Francesco Paolo Massaro facesse la corte a Francesca Giove, di un anno più piccola. Giovanni Giove, fratello di Francesca, non vedeva di buon occhio questo interesse. I destini di due famiglie si incrociarono. Vediamo cosa accadde in quel dicembre, come testimoniato dal Corriere delle Puglie.

Corriere-delle-Puglie

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Dalla Provincia di Bari
Per amore.

SANTERAMO IN COLLE, 5 – (Bino)
Verso le ore 8 pom. di Domenica un tale Francesco Paolo Massaro di Antonio, mugnaio di Santeramo, gironzava sotto le finestre di certa Francesca Giove di Angelo, di anni 19, colla quale si ritiene amoreggiasse. Il fratello della Francesca, Giovanni Giove, era a conoscenza della cosa e mal tollerava che questa relazione continuasse: incontrato il Massaro presso casa sua gli domandò che facesse e senz’altro lo prese a pugni. Per lo intervento di un tale Giuseppe Ferorelli, amico del Massaro, i due si allontanarono.
Poco dopo sulla via Estramurale di Altamura, il Massaro ed il Ferorelli incontrarono Nunzio Massaro, fratello del primo e un tale Erasmo Caponio coi quali, come hanno riferito i RR. Carabinieri, dovevano recarsi a ballare in una casa privata.
Così hanno riferito, ma certo si è che così incontrarono in Via della Carità il Giovanni Giove di Angelo e accompagnato da un tale Giovanni Stasolla e dal cugino Giambattista Giove di Michele.
Primi ad affrontare il Giove furono i fratelli Massaro.
Dopo una grave colluttazione il Giove ne uscì con undici lesioni in diverse parti del corpo in seguito alle quali dopo due ore cessava di vivere. Il Nunzio Massaro per altre ferite riportate è morto alle 9 di ieri mattina.
Gli altri feriti e feritori trovansi tutti cinque nelle carceri di Bari.

tratto e adattato dal Corriere delle Puglie del 08/12/1893, p. 2

CORRIERE GIUDIZIARIO
CORTE DI ASSISE DI BARI
IN RISSA

Nei giorni 12 e 13 corr. dinanzi la nostra Corte di Assise comparvero Francesco Paolo Massaro, Giuseppe Ferorelli, Erasmo Caponio, Giovanni Stasolla e Giambattista Giove, contadini di Santeramo, accusato il primo di essere nella sera del 03/12/1893, in Santeramo, concorso allo omicidio di Giovanni Giove, cooperandone la immediata esecuzione, il secondo e terzo di avere prestato aiuto ed assistenza agli autori dell’omicidio, il quarto di avere preso parte alla rissa in cui rimase ucciso Nunzio Massaro, il quinto di avere portato nell’abitato di Santeramo un pugnale.
La difesa di Massaro, Ferorelli e Caponio fu splendidamente sostenuta dagli egregi avvocati cav. Suppa e Turco, quelli di Stasolla e di Giove dai valorosi giovani avv. Carbone e Vitantonio Lavolpe.
Sostenne l’accusa l’egregio sostituto procuratore del re, cav. De Francesco.
I giurati ammisero verdetto affermativo per il solo Francesco Paolo Massaro, ritenendolo colpevole di essere concorso con atti diretti a commettere lesione personale senza fine di uccidere in danno di Giovanni Giove.
In seguito a questo verdetto la Corte, composta dall’ill.mo sig. Presidente cav. Pallone e dei giudici Noya e Volpe, condannò Francesco Paolo Massaro alla detenzione per anni 2, mesi 3 e giorni 10.

tratto e adattato dal Corriere delle Puglie del 15/06/1894, p. 3

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Il litigio finì tragicamente, con due vittime, entrambi fratelli dei diretti interessati dal coinvolgimento sentimentale. Se all’epoca ci fosse stato un minimo di assistenza sanitaria, almeno Nunzio Massaro si sarebbe potuto salvare con le dovute cure.
L’anno successivo, nel 1894, il processo portò alla condanna di Francesco Paolo Massaro. Ad ottobre, Francesca Giove si sposò con un altro uomo, Vito Nicola D’Ambrosio.

Famiglia di Francesca Giove e Giovanni Giove
Famiglia di Nunzio Massaro e Francesco Paolo Massaro
Famiglia di Nunzio Massaro e Francesco Paolo Massaro
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