Forno grande e forno piccolo

Qualche settimana fa ho fatto un giro per Santeramo “vecchia” con Vincenzo Maffei, chiacchierando di aneddoti più o meno noti del nostro paese. Passando tra le stradine alle spalle del Palazzo Marchesale mi ha fatto notare un edificio, apparentemente una normale abitazione.

Ho poi cercato traccia all’interno dell’Inventario dell’Archivio Storico del comune, trovando quasi nulla, in quello dell’Archivio Caracciolo-Carafa e nei registri anagrafici, trovando molti riferimenti a documenti che riguardano i forni.  Nel 1763 si parla di un solo forno, mentre dal 1803 si fa già distinzione tra forno grande e forno piccolo. Si tratta di documenti che tengono nota dell’affitto dei forni a dei cittadini che li prendono in gestione, una sorta di appalto di un servizio pubblico. In diverse occasioni sono stati dei cassanesi ad occuparsi dei forni. Erano ubicati in Strada S. Antonio e in Strada Piazzolla.

Con il passare degli anni si sono aperti altri forni in diversi punti del paese, tra cui il forno secolare della famiglia Digiorgio che è tutt’ora in attività.

1763 – Fede del Razionale Don Giovanni Bruno dal notamento fatto nel Regio Cedolario della transazione seguita per la Bagliva, Forno, Taverna, Dazio della carne, Decime di vettovaglie, e per tutti gli altri corpi Feudali di S. Eramo per le pretensioni del Regio Fisco

1803 – Copia dell‟obbligazione (7 settembre 1803) di Michele Sardone e Carlo Baldassarre di Santeramo in Colle per l‟affitto del forno piccolo “da cuocer pane” di pertinenza della Camera marchesale di Santeramo.

1804 – Copia dell‟obbligazione (11 agosto 1804) di Nunzio Maiullari, Pasquale Sacco e Giovanni Giusti, di Santeramo in Colle per l‟affitto del forno piccolo “da cuocer pane” di pertinenza della Camera marchesale di Santeramo.

Estratto dall'atto di morte di Anna Rosa Plantamura del 1820

Estratto dall’atto di morte di Anna Rosa Plantamura del 1820

1809 – Registro degli atti di nascita. Fornaio, 2 – Nunzio Pontrandolfo, Filippo Lenzuolo

Atto di nascita di Francesco Giuseppe Erasmo Gaetano Pontrandolfo del 1809

Estratto dall’atto di nascita di Francesco Giuseppe Erasmo Gaetano Pontrandolfo del 1809

1815 – Copia del rinnovo del contratto di affitto (2 settembre 1815) del forno piccolo detto delle Carni, di proprietà del marchese di Santeramo, a Erasmo Baldassarre, muratore e Giuseppe Gatti, proprietario, entrambi di Santeramo in Colle.

1835 – Copia del contratto di affitto (29 marzo 1835) del forno grande e del forno piccolo siti in Santeramo in Colle a Giuseppe de Bellis e a Giuseppe Giove.

1836 – Copia del rinnovo dell‟atto di affitto (26 dicembre 1836) del forno grande sito in Santeramo in Colle a Vitantonio d’Ambrosio di Cassano, fornaio, con la garanzia di Erasmo Porfido, “vaticale”, di Santeramo.

1839 – Copia dell‟ atto di affitto (24 maggio 1839) di due stanze al piano superiore site in Santeramo in Colle, di fronte al forno grande, a Marco Antonio Giampetruzzi di Santeramo.

1839 – Copia del contratto di affitto (1 dicembre 1839) del forno grande di proprietà del marchese di Santeramo a Maria Toscano di Cassano, fornaia, e a Angelo Maiullari.

1840 – Copia del contratto di affitto (30 ottobre 1840) di due forni siti in Santeramo in Colle, al vicinato della Piazzolla, “il forno grande ad uso di cuocere del pane ed il forno piccolo ad uso di riporre le fascine, e non già per cuocere del pane”, ai coniugi Vito Antonio d’Ambrosio e Anna Maria Giammarrusto, originari di Cassano, con la garanzia solidale di Francesco Tarantino, tutti contadini di Santeramo.

1844 – Copia del contratto di affitto (26 novembre 1844) di due forni siti in Santeramo in Colle, al vicinato “della piazzolla”, “il cosiddetto Forno grande ad uso di cuocere il pane ed il Forno piccolo per riporre le fascine, e non già cuocere del pane” ai coniugi Michele Tangorra e Teresa Giammarusto, fornai di Santeramo.

1845 – Copie di quattro atti di affitto (1845) relativi ai seguenti beni siti in Santeramo in Colle:
– “quarto del Conte” sito nel palazzo marchesale di Santeramo a Raffaele Donadio e Pietro Cifarelli di Santeramo;
– casa sita sopra il magazzino delle Decime a Rocco Luparelli, sacerdote di Santeramo;
– due stanze superiori site dirimpetto al forno grande a Francesco Giandomenico, cantore di Santeramo;
– stalla e stalletta site nell‟androne del palazzo marchesale di Santeramo a Filippo Ladisi di Santeramo.

1847 – Copia del contratto di affitto (7 agosto 1847) del forno grande, sito in Santeramo in Colle, alla strada S. Antonio, e del forno piccolo come legnaia, sito sempre in Santeramo, alla strada Piazzolla, ai coniugi Domenico Tassiello e Maria Antonia Giammarusto, fornai, e a Raffaele Natuzzi, contadino, tutti di Santeramo.

1849 – Annotazione dell‟atto di rinnovo dell‟affitto dei forni (23 aprile 1849).

1851 – Copia del contratto di affitto (9 aprile 1851) dei due forni siti in Santeramo in Colle, uno alla strada S. Antonio, l’altro alla strada Piazzolla, ai coniugi Giuseppe Nuzzi e Vita Maria Plantamura, fornai, entrambi di Santeramo.

1852 – Copia dell‟atto di affitto (13 giugno 1852) delle case site in Santeramo in Colle, di fronte al forno grande, a Lorenzo Giandomenico di Santeramo.

1903 – Registro delle pubblicazioni di matrimonio. Fornaio. Michele Digiorgio.

Estratto dalla pubblicazione di matrimonio di Chiara Digiorgio del 1903

Estratto dalla pubblicazione di matrimonio di Chiara Digiorgio del 1903

1928-1956 – Disposizioni e corrispondenza relative alla concessione di licenze di panificazione per conto terzi, elenco degli esercenti di forni per conto terzi.

1940-1942 – Disposizioni e corrispondenza relative a tariffe, metodi di produzione e licenze dell’industria in generale e della panificazione in particolare.

Questi sono solo alcune tracce e solamente alcuni nomi di quanti hanno sfamato il nostro paese. Prossimamente cercherò di dedicare uno spazio approfondito a qualcuno di loro.

Fonti consultate

Archivio Caracciolo Carafa di Santeramo, Archivio di Stato di Bari
Inventario, Archivio Storico, Comune di Santeramo in Colle
Mestieri del 1809, Filippo Natuzzi, Santeramo Genealogia in Colle, 02/10/2014

 

  • Raffaele Bongallino

    Il tema trattato ( fornai a Santeramo e produzione del pane) è interessante e merita approfondimenti anche in vista della valorizzazione del “pane di Santeramo” ( come da manifestazione del 13 -14 settembre 2015 con relazioni del Prof. Ferdinando Mirizzi e prof. Franco Digregorio.

    Ad Altamura il 16 ottobre 2008 si è tenuta una qualificata giornata di studio che ha trattato , tra l’altro, la storia dell’attività dei fornai in quella città nei vari secoli. Il museo archeologico è pure organizzato evidenziando l’evoluzione della produzione del pane dai ritrovamenti archeologici ad oggi. Gli atti del convegno altamurano del 2008 sono stati pubblicati da TorrediNebbia nel 2010 col titolo ” IL NERO SEME SUL BIANCO CAMPO” a cui rinvio per la dettagliata esposizione delle norme e dei nomi dei fornai altamurani dal dodicesimo secolo.

    Spinelli Paolo in “La sommossa del 1860” (pubblicato il 1966) censisce dodici “fornai e fornaie” implicate nella sommossa santermana.

    • Filippo Natuzzi

      Grazie Raffaele, sempre prezioso il tuo contributo. In effetti volevo pubblicare questo articolo dopo aver raccolto altro materiale, ma poi mi son deciso a lasciarlo così, come introduzione ad una discussione più ampia. Cercherò di recuperare il libro su Altamura, mentre per quello di Spinelli lo potrei solo consultare nella biblioteca dei cappuccini di Bari, da cui ho già attinto qualcosa riguardo la sommossa dicembrina di cui si avvicina l’anniversario

      • Raffaele Bongallino

        Parlerò della sommossa del 1860 nella sala/teatro della scuola secondaria Netti ai corsisti dell’Università Terza Età mercoledì 25 novembre dalle ore 17,30 e giovedì 3 dicembre, dalle ore 18,30 nella sala Giandomenico del palazzo marchesesale come da programma aperto al pubblico del Club femminile dell’Amicizia.