Sorella Chiara e la famiglia Giannino – Guarnieri

Nei secoli l’unico modo per potersi risposare, oltre che ricorrere alla Sacra Rota, era a seguito della scomparsa del proprio coniuge. A vedovi e vedove è concessa la possibilità di seconde nozze, che oltre il valore sentimentale e sociale, comportava conseguenze anche per le eredità coinvolte. Se oggi i secondi matrimoni vengono ancora visti con diffidenza, nei secoli scorsi erano cosa ben più comune di quel che si può credere. Le condizioni non erano minimamente paragonabili alle odierne e le aspettative di vita erano inferiori. Soprattutto le malattie non avevano ancora una cura e colpivano ogni fascia d’età. E anche le famiglie consolidate si trovavano ad affrontare il lutto di un genitore ancora giovane. Il secondo matrimonio poteva avvenire anche a distanza di pochi mesi dalla perdita di un coniuge, e il termine utilizzato per distinguere i secondi arrivati erano rispettivamente “marito di secondo letto” e “moglie di secondo letto“.

Oltre che tra gli atti civili ho cercato informazioni sulle famiglie di Santeramo anche all’interno di libri e altre pubblicazioni. Tra questi ho trovato un intreccio interessante in “Chiara Giannini, Terziaria Francescana Sposa del Signore” di padre F. Tommaso da Cassano, volume realizzato da Santeramo Antica / Fondazione “Vito Tangorra” che documenta la vita della suora considerata la “Santa di Santeramo” e vissuta nella prima metà del XVIII secolo.

Per l’epoca era abbastanza comune trovare famiglie composte da una decina di componenti. Lionardo Giannino nacque intorno al 1680 da Nicola Giannino. Sposò Dianora Scalera (nel libro ci si riferisce a lei anche come Eleonora) ed insieme ebbero almeno sei figli. I primi erano Erasmo Antonio GianninoNunzia Vita Giannino, Rosa Lucia Giannino e Clara Maria Giannino, quest’ultima nata sabato 10 dicembre 1707, comunemente chiamata Chiara e su cui il libro è incentrato. Intorno al 1717 nacque Pasquale Giannino, mentre l’ultimo parto avvenuto intorno al 1719 fu fatale per Dianora. E la piccola Francesca Paula Giannino purtroppo non visse più di nove mesi.

Lionardo rimase vedovo. Ed è con la scomparsa di Dianora che inizia l’intreccio con la famiglia Guarnieri. Entra così in scena Beatrice Guarnieri, figlia di Ascanio Guarnieri, rimasta anch’essa vedova, madre di due figli, Nunzio Erasmo De Luca e Grazia De Luca. E fu così che Lionardo Giannino e Beatrice Guarnieri si unirono in seconde nozze.

Oggi solleverebbe scalpore: i figli di Beatrice erano quasi coetanei con i figli di Lionardo, ma in qualche maniera prima o poi bisognava sistemarli. E come? Ovviamente con un matrimonio, ed Erasmo Antonio Giannino sposò la sorellastra Grazia De Luca. A questo punto i genitori pensarono di fare il bis, intenzionati a combinare anche Nunzio Erasmo De Luca con Chiara. Ma quest’ultima, tra la contrarietà del padre e vessazioni familiari, si dimostrò intenzionata a seguire la via religiosa.

Nella famiglia di Lionardo Giannino c’erano stati altri due matrimoni. La primogenita Nunzia Vita il 12 gennaio 1827 sposò Paolo Molinaro, figlio di Giuseppe Molinaro. La figlia più piccola Rosa Lucia finì con lo sposare il fratellastro Nunzio Erasmo De Luca, consentendo alla sorella Chiara di proseguire il suo percorso religioso.

In casa di Lionardo Giannino, lungo la strada che corrisponde all’attuale via San Leonardo tra i civici 16 e 26, rimasero tre figli: Erasmo Antonio e la moglie Grazia De Luca, Pasquale e Chiara.

Chiara si avvicinò al Terz’Ordine di San Francesco. Venne scelto giovedì 1 maggio 1732 per la cerimonia di Vestizione della venticinquenne Chiara, evento che vide partecipare gran parte dei santermani che affollarono la chiesa. In questa occasione prese il nome di “Francesca Chiara”.

Pasquale Giannino viene descritto come un “giovane alla moda, stolto di cervello e da molto tempo ancora scapolo“. E senza l’autorizzazione del padre e della matrigna Margherita Milano, figlia della vedova Maria Filippa Santoro di Altamura. Quest’ultima, per diversi impedimenti, non era nemmeno potuta presenziare alle nozze, e riuscì solo nel mese di dicembre ad arrivare a Santeramo, accompagnata dalla figlia ultimogenita quindicenne. La sua intenzione era quella di controllare la vita del genero da vicino. Pasquale nel frattempo aveva già affittato diverse case annesse alla sua, perciò sistemò suocera e cognata in una stanza destinata a Chiara. Quest’ultima dovette spostarsi in un cantone al livello della strada, dove anche viveva il padre Lionardo e la matrigna Beatrice. Pasquale visse circa 85 anni, fino al 01 marzo 1802.

Una mattina il medico Giuseppe Domenico Iacoviello, durante la sua visita giornaliera al padre Lionardo, si rese anche conto della sofferenza fisica di Chiara, “pallida e immobile“. Vista la situazione, oltre che di salute anche di maltrattamenti familiari da parte del fratello Pasquale, e con il parere favorevole di Padre Bonaventura, originario di Avetrana, imposero a Chiara di lasciare il luogo in cui viveva. Fu così accolta dalla sorella Nunzia Vita e da suo marito Paolo Molinaro, e le sue condizioni migliorarono.

Il 1749 è stato un anno triste per la famiglia Giannino-Guarnieri. A marzo le condizioni del padre Lionardo peggiorarono, e dopo nove giorni di agonia morì, il 19 marzo 1749, mercoledì. Dopo pochi mesi una malattia colpì anche la matrigna  Beatrice Guarnieri che morì venerdì 20 giugno 1749. In autunno l’asma di Chiara finì con il riacutizzarsi e dopo otto giorni di sofferenze morì, giovedì 11 dicembre 1749, a soli 42 anni nella casa dove visse, in via San Leonardo al civico 16.

Famiglia Giannino-Guarnieri
Famiglia Giannino-Guarnieri

Ad inizio ventunesimo secolo è stato dato un nuovo stimolo alla memoria di Sorella Chiara nel tentativo di avviarne le procedure alla santificazione. Tra il 2004 e il 2007 è stato girato a Santeramo un film amatoriale, “Sorella Chiara Giannini, sposa di Cristo in odor di santità“, diretto da Francesco Difilippo con la partecipazione delle associazioni Santeramo Antica e Cine TV e Teatro Santeramo.
Lisa Ragno interpreta Chiara, Pietro Ruscigno nei panni di padre Tommaso e lo stesso Francesco Difilippo nel ruolo di Lionardo Giannino. Il film è stato nuovamente proiettato all’interno del Palazzo Marchesale, dove sono state girate alcune scene, nei giorni 23 e 24 settembre 2017 in occasione della seconda edizione de “La Festa Contadina“.
In questa occasione, con la presentazione della giornalista Anna Larato, è stato reso noto qualche altro particolare. La famiglia di Sorella Chiara era una famiglia di proprietari terrieri, i cui possedimenti si trovavano in direzione di Altamura nei pressi di Casal Sabini.

 

Per maggiori informazioni potete richiedere “Chiara Giannini, Terziaria Francescana Sposa del Signore” nelle librerie di Santeramo, oppure consultare il sito www.sorellachiara.org

Oggigiorno abbiamo una certa idea di famiglia. Un uomo ed una donna promettono di esser fedeli l’uno all’altra finchè morte non li separi. Assistiamo a divorzi e separazioni. Un ragazzo ed una ragazza che vivono sotto lo stesso tetto volendosi bene affrontando le difficoltà di ogni giorno. Coppie gay che stentano ancora ad essere accettate in una società che preferisce accettare vessazioni quotidiane piuttosto che dar spazio ai sentimenti effettivi.

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