Un delitto misterioso nel 1888

Non si può star tranquilli nel proprio paese, figuriamoci in un altro, sebbene confinante. Era l’estate del 1888. Felice Colacicco ormai da anni aveva lasciato Santeramo per vivere a Gioia del Colle. in cui si era trasferito a seguito del matrimonio con Vita Maria Lomorgese nel 1867, originaria della città federiciana. A poca distanza dall’abitato gestiva il suo podere: nell’articolo seguente viene indicato come massaro, come suo padre, mentre nell’atto di matrimonio risultava di professione “proprietario”. In fondo alla pagina vi mostro l’albero genealogico che sono riuscito a ricostruire. Felice fu assassinato, e questo è l’unico articolo che sono riuscito a reperire, per cui null’altro conosco circa lo sviluppo delle indagini…

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Corriere-delle-Puglie

Un delitto misterioso
Gioia del Colle 29

Un assassinio che ancora si copre nel mistero ha gettato in questa cittadinanza la più viva costernazione.
Un tale Felice Colacicco fu Erasmo, di anni 49, massaro da Santeramo e qui domiciliato, fu trovato la notte del 25 al 26 [luglio 1888, NdR], in un podere poco distante dalla città, orribilmente assassinato.
Datone indizio a questo egregio sig. Pretore ed ai RR. CC., questi immantinenti si recarono sul luogo.
Il Felice C, aveva parecchie ferite di coltello in diverse parti del corpo ed era in istato di avanzata putrefazione. Sulla sua persona non compariva alcun segno di colluttazione che l’assassinato avesse potuto sostenere per difendersi la vita. Traccie di sangue sul terreno non ne comparivano, e ciò voleva dire chiaramente che il Felice Colacicco era stato trasportato in quel luogo dai suoi assassini.
Dalle indagini assunte da questo Brigadiere dei RR. CC. con due dipendenti in Santeramo e nei luoghi circonvicini si assodò che un tale Gaetano Cacciapaglia di Giuseppe aveva avuto il 21 del corrente [mese di luglio, NdR] dei litigi coll’assassinato per questioni d’interesse.
L’abitazione del Gaetano Cacciapaglia, che dimora in Santeramo, fu perquisita ed ivi fu rinvenuto un lungo ed affilato pugnale ed una baionetta, oggetti che furono sequestrati.
Interrogato il Gaetano Cacciapaglia se avesse avuto alterchi col Felice Colacicco, quegli dapprima negò, ma poscia, messo alle strette, confessò di averlo apostrofato vivamente perchè l’assassinato gli aveva rubato del grano.
Intanto il Gaetano Cacciapaglia fu condotto in arresti quale sospetto autore dell’assassinio.
Ieri poi la voce pubblica accusava la moglie dell’ucciso, certa Vita Maria Lomorgese fu Eustachio, d’anni 43, di complicità, e così anch’ella fu arrestata.
Queste sono le informazioni che ho potuto attingere su questo triste fatto di sangue: venendo alla luce qualche cosa ve ne terrò presto informati.

tratto e adattato dal “Corriere delle Puglie” del 01/08/1888, p. 3

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Famiglia Colacicco-Lomorgese
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