Il Catasto Onciario di Santeramo del 1752

Alcuni decenni fa il catasto onciario di Santeramo, conservato nel nostro archivio storico ormai chiuso da anni, è stato oggetto di analisi di Vito Tangorra. Una seconda copia è conservata a Napoli. Per parecchio tempo i catasti onciari non sono stati consultabili come avevo già raccontato in un post di un paio di anni fa. Finalmente qualcosa si è mosso e un recente avviso pubblicato sul sito dell’Archivio di Stato di Napoli ha comunicato la nuova consultabilità di diversi fondi tra cui archivi notarili e proprio i catasti onciari.

Il 20 ottobre 2017 mi sono recato a Napoli con Sabrina che ho accompagnato ad un congresso presso il Complesso Monumentale dei Santi Marcellino e Festo. A poche centinaia di metri si trova l’edificio dell’Archivio di Stato di Napoli.

Come in ogni Archivio di Stato occorre seguire una procedura di registrazione dei propri dati personali, una richiesta del fondo che si vuol consultare, ed eventualmente una autorizzazione ad utilizzare uno smartphone o fotocamera per fotoriproduzioni, cosa necessaria per poter studiare i documenti senza richiedere nuovamente l’originale. La possibilità di fotografare liberamente beni bibliotecari e archivistici è cosa recente, grazie ad una norma entrata in vigore a fine agosto 2017.

Non è così banale individuare il nostro paese in quanto prima di tutto occorre trovare i volumi nei magazzini. Gli indici infatti non riportano Santeramo alla lettera “S” bensì alla lettera “E”, cioè come “Erasmo S.“, Bari, questo perchè sono molti i luoghi che prendono nomi da santi e per una facilità di ricerca si è utilizzato questo criterio, sebbene poi sui volumi fosse già riportato il nome Santeramo per intero. C’è anche da dire che in “Terra di Lavoro” ed esattamente nella zona di Caserta sorgeva un altro paese anche chiamato Sant’Erasmo, che dopo l’Unità d’Italia è stato aggregato ad altri comuni vicini. Inoltre sulle prime pagine del volume del catasto si può notare una aggiunta successiva del  nome “S. Eramo“, quindi una terza maniera di chiamare il nostro paese, utilizzato a Napoli, allora capitale del Regno delle Due Sicilie.

I volumi riguardanti Santeramo sono 7.

  • 2 Apprezzi
  • 4 Rivele
  • 1 Catasto vero e proprio

Avendo sostanzialmente un giorno di tempo a disposizione mi sono concentrato sul volume del catasto e sul primo volume di apprezzi.
Gli apprezzi costituivano il lavoro preparatorio alla definizione del catasto, includendo un dato importante dal punto di vista demografico, la copia dello “Stato delle Anime” redatta dal parroco. Si tratta di una specie di censimento in cui ogni nucleo familiare viene messo in elenco con il nome del capo famiglia, di moglie, figli ed altri parenti componenti il “fuoco“. Per ognuno è indicata anche l’età e il luogo di residenza, dato che il parroco scorreva il paese passando di casa in casa prendendo nota.

Si tratta di documenti importanti che descrivono la vita di Santeramo del 1752. Una fonte di informazioni che ci può aiutare a stringere il rapporto con la nostra terra e farci capire quanta strada abbiamo fatto da allora. Avrei benissimo potuto tenere queste immagini per me, però quel che voglio è aiutare i santermani a sentirsi più orgogliosi della propria appartenenza e soprattutto consci di avere una Storia.

Ho deciso pertanto di condividere le foto del Catasto Conciario del 1752 in modo da consentire ad altri studiosi di approfondire le proprie ricerche per arricchire le conoscenze che abbiamo di Santeramo, Terra della Murgia. E di predisporre delle tabelle, in cui in maniera condivisa, indicizzare il contenuto.

Condizioni

  • La stampa delle immagini non è consentita
  • L’Archivio di Stato di Napoli è l’istituto che conserva la documentazione originale
  • Le immagini sono pubblicate su sito web su concessione del Ministero dei Beni e le Attività culturali e del Turismo

Immagini

  • Le immagini sono state scattate con fotocamera reflex digitale Canon EOS 550D, obiettivo EF-S 18-55mm IS
  • Non avendo utilizzato alcun supporto di stabilizzazione alcune immagini risultano mosse e non allineate, mi auguro che siano comunque comprensibili
  • Per ridurre le dimensioni in byte ho ritagliato leggermente i bordi ed impostato la modalità di colore in scala di grigi
  • Ho apposto in basso due righe di testo con i riferimenti

Google Drive

Indicizzazione

Google Drive, in fase di realizzazione. Puoi collaborare anche tu continuando a compilare la tabella con questi criteri:

FOGLIO Indicare il numero scritto in lapis sul foglio, di solito in alto a destra
FACCIATA Indicare se si tratta del fronte o del retro del foglio. Il fronte ha il numero di foglio scritto in lapis
FUOCO Assegnare un indice numerico al nucleo famigliare in modo da poter raggruppare capifamiglia e figli
LEGAME Indicare il legame di parentela
NOME Indicare il nome mantenendo gli stessi caratteri utilizzati
COGNOME Per i figli riportare lo stesso cognome del capofamiglia
INDUSTRIA Indicare il mestiere
ETA’ Indicare l’età
ABITAZIONE Indicare l’abitazione del Capofamiglia
ANNO DI NASCITA Viene calcolato automaticamente in base alla formula 1752-Età
Inserito da Inserire il proprio nome e cognome per tenere traccia dei contributi dei collaboratori

Per qualsiasi richiesta potete contattarmi.

Fonti consultate

Catasto onciario di Santeramo (Terra di Bari), Volume 9020, Archivio di Stato di Napoli, 1752

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  • Raffaele Bongallino

    Molto interessante. Dal 19 al 22 ottobre ero a Napoli con soci della BCC di Santeramo in albergo presso Piazza del Plebiscito. Io mi …istruivo tu studiavi diversamente. Non ho mai frequentato archivi se non quelli in forma digitalizzata. Quali sono gli orari dell’achivio di Stato di Napoli ? Sono interessato a consultare le tue “foto”. Buon proseguimento.