L’antica bibliografia

Del passato di Santeramo sappiamo poco, meno di altri comuni della Murgia, perchè poco si è scritto e poco è rimasto nella storia. I racconti popolari si sono tramandati a voce, ma nel giro di qualche generazione molti fatti sono svaniti. Diverse testimonianze in forma scritta riguardanti Santeramo sono state riassunte nel 1884 in una piccola bibliografia, di cui riporto il contenuto. Molti di questi volumi, antichi libri, si possono tuttora consultare presso la Biblioteca Nazionale di Bari. Alcuni di questi ho avuto la fortuna di sfogliarli, uno dei primi passi che hanno accompagnato la crescita del mio interesse verso la storia del nostro paese.

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Bibliografia storica della provincia di Terra di Bari

SANTERAMO ORA SANTERAMO IN COLLE

2206. — AMATI (Amato) Si vegga il num. 1 nell’ articolo Acquaviva. 1. — AMATI (Amato) Dizionario corografico dell’Italia compilato per cura del pr. Amato Amati col concorso dei Sindaci, delle rappresentanze provinciali e di insigni geografi e storici, i nomi dei quali sono indicati in fine dei relativi articoli. Opera illustrata da circa 1000 armi comunali miniate e da parecchie centinaia di incisioni in legno intercalate nel testo, rappresentanti i principali monumenti d’ Italia. Milano 1866 e seguenti, volumi nove In 4^. Nel primo volume si parla di Acquaviva delle Fonti (pag. 66), Alberobello (pag. 160 a 161), Allamura (pag.235 a 236), Andria (pag. 290 a 291), Bari delle Puglie (pag.619 a 622), Barletta (pag. 626 a 627), Binetto (pag. 811), Bisceglie (pag. 817 a 818), Bitetto (pag. 822 a 823), Bitonto (pag. 823 a 824) e Bitritto (pag. 824 a 825); nel secondo di Canne (pag. 304), Canneto di Bari (pag. 307), Canosa di Puglia (pag. 315 a 317), Capurso (pag. 392), Carbonara di Bari (pag. 404 a 405), Casamassima (pag. 519 a 520), Cassano delle Murge (pag. 588), Castellana (pag. G37 a G58), Ceglie del Campo (pag. 846 a 847), Cellammare (pag. 856) e Cisternino (pag. 1114); nel terzo di Conversano (pag. 157 a 158), Corato (pag. 163), Egnatia (pag. 504 a 505) e Fasano (pag. 617 a 618): nel quarto di Gioia del Colle (pag. 171), Giovinazzo (pag. 176 a 177), Gravina in Puglia (pag. 260 a 2G1), Grumo Appula (pag. 312), Locorotondo (pag. 650 a 651) e Loseto (pag. 714 a 715): nel quinto di Minervino Murge (pag. 148), Modugno (pag. 184), Mola (pag. 192), Molfetta (pag. 195 a 196), Monopoli (pag. 261 a 262), Montrone (pag. 424), Noci (pag. 620), Noicattaro anticamente Noia (pag. 622 a 623) e Palo del Colle (pag. 914 a 915); nel sesto di Polignano a mare (pag. 334), Putignano (pag. 674 a 675), Rutigliano (pag. 1366) e Ruvo di Puglia (pag. 1367 a 1368) : nel settimo di Spinazzola (pag. 915 a 916), Santeramo in Colle (pag. 1153), S. Michele di Bari (pag. 1354) e S. Nicandro di Bari (pag. 1362); e nell’ottavo di Terlizzi (pag. 115), Terra di Bari (pag. 134 a 145), Toritto (pag. 384), Trani (pag. 503 a 508), Triggiano (pag. G77), Turi di Bari (pag. 719 a 720) e Valenzano (pag. 870).

2207. — Bonaventura da Lama (Padre) Si vegga il num. 71 nell’articolo Altamura. 71. — Bonaventura da Lama (Padre) Cronica de’ Minori Osservanti Riformati della provincia di S. Nicolò. Lecce 1 724, parti due in 8*”. La provincia monastica di S. Niccolò comprende i Conventi edificati nelle due province di Terra di Otranto e Terra di Bari. Nella seconda parte, che contiene la descrizione de’ Conventi posseduti dall’Ordine con la giunta delle notizie delle città terre, in cui si trovano edifìcati, si parla di Cassano (pag. 145 a 149), di Gravina (pag. 150 a 160), di Turi (pag. 188 a 193), di Valenzano (pag. 235 a 239), di Bari (pag. 257 a 265), di Altamura (pag. 266 a 281), di Minervino (pag. 282 a 285), di Bitetto (pag. 286 a 296), di Gioia (pag. 305 a 312) e di Santeramo (pag. 318 a 323). Il padre fra Bonaventura, autore della connata opera, nacque a S. Pietro in Lama, ed ebbe nel secolo il cognome di Quarta.

bibliografia2208. — De Luca (Giuseppe) Memoria della origine e del progresso della Terra di Santeramo e del suo territorio. Napoli 1765, in 4^

2209. — De Luca (Matteo) Poche notizie della Terra di Santeramo. Bari 1878, in 8^ È un breve opuscolo di sole facce 31, in cui si parla unicamente della origine di Santeramo, delle cose relative alla storia della sua Chiesa, e della natura de’ luoghi, ond’essa è circondala. Termina con la biografia dell’autore e con alcuni versi da lui scritti nella sua giovinezza.

2210. — De Luca (Matteo) Pochissime altre notizie della terra di Santeramo. S. 1. ed a, ma Bari 1881, in 8**. Questo opuscoletto è la continuazione del precedente, e vi è continuata la numerazione delle pagine per modo ch’esso comincia dalla pag. 33 e termina con la pag. 67.

2211. — Domenico da Noci (Padre) Biografia del gran servo di Dio Padre Giuseppe Maria Giove da Santeramo ex Provinciale de Padri Riformati della Provincia di S. Nicola di Bari già Vescovo di Bova e poi di Gallipoli. Bari 1851, in 8″. Il Giove nacque a Santeramo nel 1773 e morì nel 1848.

2212. — Carruba (Michele) Si vegga il num. 19 nell’articolo Acquaviva. 19. — Carruba (Michele) Serie critica de’ sacri Pastori Baresi^ corretta, accresciuta ed illustrata. Bari 1844, in 4. La serie de’ Vescovi ed Arcivescovi di Bari, la quale comincia da S. Mauro discepolo del Principe degli Apostoli e continua sino all’Arcivescovo Clary, che viveva al tempo della stampa del libro, occupa ben 548 pagine. È seguita da due appendici, nella prima delle quali si parla de’ luoghi che fanno hanno fatto parte della Diocesi di Bari, e si tratta nell’altra delle Chiese Vescovili dipendenti dalla giurisdizione metropolitana della Sede Barese. Nella prima di queste appendici raulorc dopo di aver lungamenle discorso della città di Bari (pag. 551 a 698) passa a parlare di Acquaviva (pag. 699 a 716), di Binetto (pag. 717 a 719), di Bitetto (pag. 719 a 732), di Bitritto (pag. 732 a 738), di Canneto (pag. 738 a 749), di Capurso (pag. 749 a 770), di Carbonara (pag. 770 a 773), di Casamassima (pag. 773 a 784), di Cassano (pag. 785 a 703), di Ceglie (pag. 793 a 798), di Cellamare (pag. 798 a 800), di Gioia (pag. 801 a 819), di Grumo (pag. 820 a 823), di Loseto (pag. 826 a 830), di Modugno (pag. 830 a 850), di Mola (pag. 850 a 867), di Montrone (pag. 867 a 870), di Noia (pag. 870 a 876), di Palese (pag. 876 a 879), di Palo (pag. 880 a 896), di San Michele (pag. 897 a 902), di Sannicandro (pag. 903 a 906), di Santeramo (pag. 906 a 912), di Toritto (pag. 913 a 915), di Triggiano (pag. 915 a 920), di Valenzano (pag. 921 a 929), e di alcuni luoghi dei quali ora non rimane che la sola memoria. È a notarsi che alle notizie storiche di ciascuno degli indicati luoghi sono aggiunte quelle degli uomini illustri nati in essi.

2213. — GIANTOMMASO DA Cassano (Fra) Vita di Suor Chiara Francesca dell’Immacolata, Rimase inedita ed è ricordata dal Carruba nella pagina 911 AcMa Serie de’ Pastori Baresi, La detta suor Chiara Francesca, il cui cognome era Giannini, nacque in Santeramo ed ivi mori di trentatre anni poco dopo la metà del XVIII secolo.

2214. — GIUSTINIANI (Lorenzo) Si vegga il num. 21 nell’articolo Acquaviva. 21 . — Giustiniani (Lorenzo) Dizionario geografico ragionato del regno di Napoli. Napoli 1797 a 1805, tomi dieci, in 8^ Nel primo tomo si parla di Acquaviva (pag. 52 a 54), Altamura (pag. 125 a 136) ed Andria (pag. 187 a 192); nel secondo di Alberobello (pag. 111 a 112), Bari (pag. 178 a 198), Barletta (pag. 204 a 214), Binetto (pag. 274 a 275), Bisceglie (pag. 277 a 282), Bitetto (pag. 285 a 289), Bitonto (pag. 289 a 296) e Bitritto (pag. 296 a 297); nel terzo di Canneto (pag. 83 a 84), Canosa (pag. 86 a 94), Capurso (pag. 156), Carbonara (pag. 163 a 164), Casamassima (pag. 218 a 220), Cassano (pag. 283 a 284), Castellana (pag. 316 a 318), Ceglie (pag. 419) e Cellammare (pag. 429 a 430); nel quarto di Cisternino (pag. 49), Conversano (pag. 112 a 1 19) e Fasano (pag. 259 a 261); nel quinto di Gioia (pag. 85 ad 86), Giovinazzo (pag. 88 a 91), Gravina (pag. 107 a 114), Grumo (pag. 125 a 127), Locorotondo (pag. 282) e Loseto (pag. 286 a 287); nel sesto di Minervino (pag. 22 a 24), Modugno (pag. 33 a 34), Mola (pag. 33 a 36), Molfetta (pag. 37 a 46), Monopoli (pag. 53 a 57) e Montrone (pag. 158); nei selUmo dell’arcivescovado di Nazaret in Barletta (pag. 19 a 20), di Noci (pag. 49), Noia (pag. 51), Palo (pag. 116 a 118), Poggio Orsino (pag. 220), Polignano (pag. 229 a 231), Putignano (pag. 330 e 331) e Quarata Corato (pag. 333 a 334); nell’ottavo di Rutigliano (pag. 74 a 75), Ruvo (pag. 81 a 87), San Michele (pag. 198), Sannicandro (pag. 201 a 202) e Santeramo (pag. 313 a 314); nel nono di Spinazzola (pag. 99 a 100), Terlizzi (pag. 158 a 167),.Toritto (pag. 187), Trani (pag. 227 a 236), Triggiano (pag. 255) e Turi (pag. 271); e nel decimo di Valenzano (pag. 5 a 6).

2215. — Migliorini (Francesco) Per l’Università e Capitolo di Santeramo contro l’illustre Marchese di Santeramo. Napoli 3 febbraio 1 794, in 4. Vi si esamina la quistione se al fen«.latam) competeva il diritto di esìgere il dazio sul vino che si vendeva alla minuta.

2216. — SCALINATI (Nicolò) Xola di fatto, e ratjioni per lo Signor Principe di Acquai iva contro degli huomini e della Università di S. Eramo. Napoli a dì 6 gennaio 1717, in foglio.

2217. — Viti (Francesco) biografia di Carlo de Laurentiis. È nel tomo XV della Biografia degli uomini illustri del regno di Napoli ornata de’ loro rispettivi ritratti (Napoli 1830, in 4^). Il de Laurentiis nacque a Santeramo nel 1755 e morì a Napoli nel 1822.

2218. — VOLPICELLA (Vincenzo) .1 prò del Signor Marchese di Santeramo, Napoli addì 3 di febbraio 1795, in 4^ 2219. — Per lo Signor Marchese di Santeramo. Napoli addi 5 di febbraio 1793, in 4^ Questa memurui e la precedente furono scritte per sostenere le ragioni del Marchese di Santeramo contra l’Università ed ì preti dì quella terra nella causa che allora si agitava innanzi al Sacro Regio Consiglio per la queslione del dazio preteso dal detto Marchese sopra il vino che si vendeva alla minuta.

2220. — Ragioni del signor Marchese di Santeramo contra la Università, ed Uomini di quella Terra. Sella Reg. Cam. della Somm. Napoli MDCCCVI, in 4. Nella prima parte di questa scrittura, pag. 6 a 168, si narra la storia del comune di Santeramo e si espongono le varie infeudazioni cui fu soggetto, la successione dei suoi baroni e le liti tra costoro e quel comune. Nella seconda poi, pag. 169 a 280, si confutano i capi di gravezze dedotti dalla Università di Santeramo contra il suo feudatario.

tratto e adattato da Bibliografia storica della provincia di Terra di Bari, Luigi Volpicella, Bartolommeo Capasso, Napoli, 1884, p.693-696

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  Fonti consultate Bibliografia storica della provincia di Terra di Bari, Luigi Volpicella, Bartolommeo Capasso, Napoli, 1884, p.693-696  

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